Criptovalute, stanati dalla Finanza undici furbetti. Non dichiarati al fisco 230mila euro

Martedì 7 Dicembre 2021 di Benedetta Lombo
Indagini della Finanza anche sulle criptovalute

MACERATA - Consulenze su investimenti di criptovalute e possesso non dichiarato di moneta virtuale, scattano sanzioni e segnalazioni all’Agenzia delle entrate. Sotto la lente della Guardia di finanza di Civitanova sono finiti una società di servizi e 11 investitori. L’attività è stata condotta dai finanzieri della Compagnia di Civitanova guidata dal capitano Tiziano Padua ed è partita dall’individuazione di un sito Internet che pubblicizzava servizi di consulenza e formazione per l’utilizzo di “moneta virtuale”, ovvero criptovalute

 

Il portale riconduceva ad una società di capitali e siccome i servizi erogati dalla società potenzialmente possono essere utilizzati per finalità di riciclaggio e reimpiego di proventi derivanti da reato, i finanzieri avevano avviato un mirato controllo per verificare il rispetto, da parte della società, delle prescrizioni imposte dalla speciale normativa antiriciclaggio. Prima delle prestazioni, infatti, le società che erogano questo tipo di servizi sono tenute a identificare i clienti attraverso l’acquisizione di un valido documento di identità e ad acquisire e valutare informazioni sullo scopo e sulla natura della prestazione professionale resa a ciascun cliente.

Dalle attività di controllo è emerso, sin da subito, che in diversi casi non era stato richiesto il documento di identità e in tutti i casi vagliati non erano stati chiesti ai clienti i motivi per cui avevano richiesto il servizio. Non solo. Le Fiamme gialle civitanovesi hanno fatto accertamenti anche sui clienti ricostruendo il variegato pacchetto di criptovalute da loro detenuto e costituito da bitcoin, ethereum, ethos, sake token, smart chain, truebit, gelato network token, tomochain e chainlink.

Attraverso l’incrocio dei dati acquisiti è emerso, per 11 dei clienti individuati (di questi otto sono della provincia di Macerata, dalla costa all’entroterra, due della provincia di Ancona e una del Fermano) che non avevano dichiarato il possesso delle criptovalute nell’apposito quadro della dichiarazione annuale dei redditi (quadro Rw). Dal 2018, infatti, l’Agenzia delle entrate ha disposto che le criptovalute vengano dichiarate. Nello specifico, è risultato pari a circa 230.000 euro l’ammontare complessivo degli investimenti non dichiarato e quindi sottratto al cosiddetto monitoraggio fiscale. A conclusione del controllo antiriciclaggio, dunque, sono state contestate al legale rappresentante della società di servizi, un uomo di Pollenza, ripetute e plurime violazioni agli obblighi di adeguata verifica della clientela e di conservazione dei documenti acquisiti, con sanzioni fino a 100.000 euro.

Parallelamente, nei confronti degli 11 suoi clienti (investitori), che hanno omesso di dichiarare il possesso di criptovalute, sono stati avviati specifici accertamenti finalizzati da un lato a rilevare eventuali ulteriori violazioni alla normativa fiscale e dall’altro a consentire all’Agenzia delle entrate l’applicazione delle sanzioni amministrative conseguenti all’inosservanza degli obblighi dichiarativi. 
 

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