Crescono le imprese ma non a Macerata. L'analisi di Tritarelli: «Nel 2021 ne abbiamo perse 394»

Mercoledì 26 Gennaio 2022 di Massimiliano Viti
Il presidente della Cna di Macerata Maurizio Tritarelli

MACERATA  - Macerata maglia nera delle Marche nella demografia delle imprese. Se il 2020 si era chiuso con una riduzione del numero delle imprese maceratesi di 413 unità, il 2021 anziché vedere come altrove una inversione di tendenza, ha visto altre 394 aziende in meno. Nelle Marche, l’anno scorso, segno meno solo ad Ascoli Piceno con 57 imprese in meno.

 


«Se in precedenza avevamo giustificato il “novembre nero” dell’edilizia con un riassorbimento delle micro partite iva dopo la prolungata crisi settoriale, oggi vediamo che il settore costruzioni rappresenta solo il 35% del problema con 338 imprese cessate (312 nel solo mese di novembre). Commercio e manifattura, senza grossi picchi mensili, perdono costantemente pezzi; sono nei loro ranghi quasi la metà delle imprese cessate della nostra provincia» è la spiegazione di Maurizio Tritarelli, presidente Cna Macerata che è preoccupato per i numeri e per la situazione in cui verso l’economia della provincia di Macerata.


Nell’approfondire i numeri vediamo che le cancellazioni arrivate da Macerata alla Camera di Commercio delle Marche nel 2021 sono di ben 2.623 imprese. «Ciò significa – spiega Cna Macerata - che quasi una impresa su 10 (per esattezza l’8%) ha chiuso la propria attività, molte di più delle 2.045 cancellazioni avvenute nell’anno pandemico». In sintesi, hanno chiuso più aziende l’anno scorso che nell’anno pandemico del 2020.


A preoccupare, come accennato, è l’unicità di Macerata in un contesto regionale in cui tutte le altre province hanno fatto meglio. Non sfugge che nell’elenco delle 450 imprese “Leader della crescita”, redatta da Il Sole 24 Ore in base al tasso annuo di crescita del triennio 2017-2020, e pubblicata nel novembre scorso, tra le 9 marchigiane presenti nessuna era maceratese. Un altro segnale negativo. Cosa fare? Tritarelli avanza alcune proposte: «Sono necessari, qui più che altrove, contributi specifici per le imprese che vogliono investire e, contemporaneamente, ristori per far ripartire chi ha avuto difficoltà dovute alla pandemia, senza discriminare tra diversi codici Ateco. La crisi, oltre che profonda, è stata trasversale e, tranne rarissime e ben note eccezioni, ha riguardato tutti i settori. La Cna, grazie all’infaticabile lavoro del suo Centro Studi, ha tutti i dati utili per realizzare interventi mirati; siamo pronti a condividerli con i decisori politici».

 

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