Ingressi a scuola e trasporti, è un rebus. In provincia di Macerata soltanto 48 ore per decidere

Venerdì 23 Aprile 2021 di Mauro Giustozzi e Carla Passacantando
Studenti in attesa del bus

MACERATA - Tutti - o quasi - a scuola: da lunedì aule riempite almeno al 70% alle superiori. Ma il decreto del presidente del Consiglio salutato con soddisfazione generale non aveva ancora asciugato l’inchiostro che gli operatori del settore si sono trovati dinanzi a difficoltà alte come una montagna, almeno in provincia di Macerata.

 

Ci sono da superare i problemi delle società di trasporto scolastico, che per ragioni di sicurezza devono aumentare i pullman per non riempirli ma non sanno dove trovarli, e quelli degli istituti, che devono rimodulare gli orari per renderli compatibili con l’aumento delle corse e lo scaglionamento degli arrivi. Problema mica da poco, tanto più che per lunedì mancano un paio di giorni. Tutti in queste ore, società di trasporto e istituzioni scolastiche in attesa di un chiarimento che arrivi da qualche parte. Lo attende Stefano Belardinelli, presidente della Contram che illustra le difficoltà. «Il rientro a scuola è al 70%, il sistema dei trasporti oggi è calibrato al 50% della capienza dei mezzi. Speriamo che nelle prossime ore ci vengano date indicazioni specifiche». Le indicazioni dovrebbero venire da una riunione di Prefettura e Ufficio scolastico regionale che potrebbe tenersi oggi anche alla luce dei chiarimenti chiesti dalle Regioni al governo. 
«La nostra preoccupazione è la capienza che dovranno avere i bus – sottolinea Belardinelli -. Da poche settimane siamo ripartiti con la capienza del 50% e sta funzionando per noi per e gli istituti scolastuci. Ora bisogna capire quello che sarà pianificato. Se si dovesse tornare a quanto fu deciso lo scorso settembre col riempimento di bus all’80% dei posti, dovremmo risolvere la situazione utilizzando una trentina di mezzi in più rispetto alla nostra flotta su strada». La novità che riguarda le scuole superiori è il ritorno in presenza nelle zone gialle e arancioni possibile dal 70% al 100%, mentre in zona rossa fino al 75%, quote che aggravano un problema già notevole, per risolvere il quale ci sono solo 48 ore o poco più, rendendo più affannoso il tutto. Un affanno che per gli studenti poteva essere risparmiato. «Questa decisione - afferma Leonardo Simoncini di Tolentino, studente del liceo classico, rappresentante dell’istituto “Filelfo” e presidente della Consulta provinciale degli studenti - è una assurdità. A poco più di un mese dalla fine dell’anno scolastico una variazione del genere, secondo me, è insensata. La soluzione migliore sarebbe stata quella di rimanere in presenza al 50%. In questi giorni al Filelfo si cerca di organizzarsi per lunedì prossimo, ma ciò che preoccupa sono i trasporti».

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