Collegamento delle vallate del Chienti e del Potenza: maxi pista ciclabile di 60 chilometri. Svelato il progetto

Domenica 9 Maggio 2021 di Mauro Giustozzi
Collegamento delle vallate del Chienti e del Potenza: maxi pista ciclabile di 60 chilometri. Svelato il progetto

MACERATA  - Collegare le vallate del Chienti e del Potenza attraverso un anello ciclopedonale che si interconnetta con la Ciclovia Adriatica e che diventi un polo di attrazione turistica per appassionati delle due ruote e intere famiglie per far riscoprire natura, ambiente, produzioni agricole locali e bed & breakfest del capoluogo.

 

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Il progetto, su cui sta puntando molto l’amministrazione comunale, prevede percorsi per circa 60 chilometri all’interno del Comune che si snodano dalle frazioni fino al centro città, includendo anche la predisposizione di stazioni di ricarica per le bici elettriche e la segnaletica dedicata. Il progetto per la realizzazione delle ciclovie è prossimo all’approvazione definitiva e successivamente passerà alla fase esecutiva. 


«Per realizzare questo importantissimo progetto – esordisce l’assessore alla Sicurezza e al decoro Paolo Renna - è in atto uno studio di fattibilità per la realizzazione di alcune piste ciclopedonali volte a creare una rete di mobilità sostenibile che si innesta anche su altri interventi in corso di progettazione come i Cammini Lauretani e le ciclovie delle valli del Chienti e Potenza. Tutto ciò rientra inoltre nel più grande progetto di sviluppo della Ciclovia Adriatica su cui sta lavorando molto la Regione, che collegherà il Friuli alla Puglia ed avrà un percorso adatto a tutte le tipologie di ciclisti. Verrà considerata la principale ciclovia urbana d’Italia, attraverserà territori con spiccata vocazione turistica e si connetterà a pettine con diverse ciclabili locali, facilitando il raccordo costa-entroterra, con conseguenti ulteriori collegamenti realizzabili. È su questo che stiamo lavorando cercando di reperire quei fondi europei indispensabili per passare dalla fase di studio a quella di realizzazione».


Quindi Macerata vuole sfruttare l’opportunità della ciclovia che collegherà costa ad entroterra, da Civitanova a Foligno, costituendo una rete ciclo pedonale con caratteristiche di sicurezza per gli utenti, che sappia riconnettere e riscoprire tracciati come le vie romane o i cammini della fede. «La giunta Parcaroli intende collegare le due vallate valorizzando le campagna – prosegue Renna - utilizzando vecchie strade comunali che sono abbandonate da riaprire o sistemare e prevediamo nuovi tratti di collegamento lungo i fossi demaniali che percorrono le nostre campagna ed hanno il vantaggio di avere pendenze limitate del 2-3% utili quindi alla percorribilità in bici o mountain-bike. Un percorso strategico anche per la Ciclovia Adriatica che avrebbe in Macerata il punto baricentrico tra il mare e la montagna, con questo anello ciclopedonale di connessione tra le due vallate e anche il centro storico». 


«Ciò porterebbe a valorizzare - aggiunge Renna - le nostre aziende agricole, i nostri agriturismi, i monumenti della città ed aprirebbe ad un turismo nuovo e sostenibile che nei prossimi anni prenderà sempre più piede. La realizzazione di questo anello attorno alla città sarà per lotti funzionali in base ai finanziamenti che riusciremo ad intercettare». I tracciati della ciclovia cittadina saranno in media lunghi circa 3 chilometri ed interconnessi tra di loro: chi utilizzerà questi percorsi eviterà di mischiarsi nella viabilità ordinaria, spesso intasata di auto e quindi pericolosa per chi va in bici. «Faccio l’esempio di collegamento tra vallata del Potenza e quella del Chienti attraverso il boschetto Ricci – sottolinea Renna - oppure utilizzare il collegamento Fontescodella-Collevario sfruttando gli attuali lavori in corso da parte di Apm che possono divenire propedeutici alla creazione del percorso ciclopedonale. Non abbiamo ancora calcolato precisamente quanti saranno i tracciati dell’anello cittadino ma sicuramente contiamo di realizzare nel tempo più di 10 percorsi ciclabili. Che non saranno asfaltati o cementificati. Il modello è quello del circuito esistente all’Abbadia di Fiastra dove pure contiamo di connetterci. Ci siamo impegnati a realizzare tutto il tracciato ricadente nel nostro Comune, sia nelle aree lungo fiume che in quelle di collegamento tra le vallate del Chienti e del Potenza e abbiamo scelto la strategia migliore per i fruitori del percorso: dislivelli agevoli da affrontare e paesaggi suggestivi».

Ultimo aggiornamento: 11:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA