Non le dicono che può chiamare un legale, assolta una donna positiva all’etilometro

Giovedì 25 Novembre 2021 di Benedetta Lombo
Il Tribunale di Macerata dove si è tenuto il processo

MACERATA - Si ribalta con la Panda a Civitanova in un pomeriggio d’agosto, le fanno l’alcoltest che non solo dà esito positivo ma il tasso alcolemico oscilla tra l’1,56 e l’1,51 grammi di alcol per litro di sangue, quindi terza soglia, quella più grave che prevede anche la confisca obbligatoria del veicolo. E così era avvenuto, per la donna alla guida, una 52enne di Montecosaro, era scattata la denuncia, la patente era stata ritirata e l’auto confiscata. 

 

Finita sotto processo per guida in stato di ebbrezza, ieri la sentenza in Tribunale: assolta perché il fatto non sussiste. Il motivo? Il verbale non è utilizzabile, chi l’ha sottoposta ad alcoltest non l’aveva preventivamente avvisata che poteva farsi assistere da un difensore di fiducia. Si è chiuso con un’assoluzione (il pm Raffaela Zuccarini aveva invece chiesto la condanna, ndr) il processo a carico della 52enne. I legali della donna, gli avvocati Tiziano Luzi e Siria Carella, nel corso del dibattimento hanno eccepito proprio questa nullità, l’alcoltest è un atto irripetibile e come tale prevede che chi è invitato a sottoporvisi dev’essere preventivamente avvisato della facoltà.

Per l’accusa questo era avvenuto come risulta a verbale, ma per la difesa il verbale è un modulo prestampato in cui non è indicato se l’avviso sia stato fatto prima, al contrario i testimoni della difesa, il marito e un amico (quel giorno i tre tornavano da un pranzo con amici) avevano riferito che la donna non era stata avvisata. I verbalizzanti, sentiti anche loro in aula, non erano stati precisi sul punto, non ricordando il fatto specifico (che risaliva all’agosto del 2017). All’esito dell’istruttoria dibattimentale, ieri i legali hanno evidenziato che non era stata raggiunta la prova che l’avvertimento fosse stato fatto prima, al contrario i due testimoni, presenti al momento del controllo avevano sostenuto che la donna non era stata avvisata della facoltà di chiamare un avvocato e per questo motivo quell’atto non era utilizzabile.

All’esito della camera di consiglio ieri il giudice monocratico del Tribunale di Macerata Vittoria Lupi ha assolto l’imputata con la formula “perché il fatto non sussiste”, condividendo così la ricostruzione della difesa.
 

 

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