Macerata, taglia una ciocca di capelli alla fidanzata durante una lite, condannato un 37enne

Il tribunale di Macerata
Il tribunale di Macerata
di Benedetta Lombo
3 Minuti di Lettura
Martedì 13 Settembre 2022, 07:36 - Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 08:25

MACERATA - Si appartano in auto e litigano, lui le taglia una ciocca di capelli con un taglia capelli elettrico e poi la picchia. È stato condannato a 10 mesi di reclusione per violenza privata e lesioni aggravate un 37enne di Treia.
 

Il fatto risale al 21 maggio del 2017. Era circa l’1.30 di notte quando una pattuglia dei carabinieri di Cingoli intervenne in via Battisti a seguito della segnalazione di un’auto che procedeva contromano. Arrivati sul posto i militari trovarono l’auto parcheggiata, dentro c’erano un uomo e una donna e i carabinieri sentirono le urla e i pianti di lei: «Lasciami, mi fai male. Perché mi picchi? Lasciami stare». Raggiunto il mezzo, con una torcia illuminarono l’abitacolo e videro così che l’uomo, seduto al lato guida, teneva la testa di lei bloccata tra le gambe. Appena si accorse della presenza dei militari il giovane lasciò la presa ed entrambi scesero dall’auto. Ai carabinieri la donna raccontò in lacrime di essere stata picchiata dal fidanzato che le aveva anche tagliato una ciocca di capelli. Sul volto erano ben visibili i segni della violenza (aveva ecchimosi, graffi e un labbro gonfio), i carabinieri chiamarono il 118 e alla giovane furono prestate le cure del caso.

La donna però non volle denunciare il fidanzato e quella notte andò a casa di un parente. Circa un mese dopo la giovane, anche lei di origine straniera come l’ormai ex fidanzato, fu sentita dai carabinieri ai quali riferì che quel giorno entrambi avevano bevuto, all’improvviso lui avrebbe iniziato a urlare e ad accusarla di averlo tradito. Il fidanzato le disse di aver visto dei messaggi inviati ad un altro uomo e a quel punto l’avrebbe minacciata di tagliarle i capelli. Dopo aver reciso il ciuffo aveva usato il taglia capelli elettrico anche per picchiarla, il giovane aveva smesso solo all’arrivo della pattuglia degli uomini dell’Arma. Ieri, in tribunale a Macerata, la discussione: il pubblico ministero Rocco Dragonetti ha chiesto la condanna dell’imputato a un anno di reclusione, il giudice Vittoria Lupi ha disposto una pena di 10 mesi. L’imputato era difeso dall’avvocato Cristina Tognetti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA