Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Cinghiali, è un’invasione. I timori di Coldiretti: «Sono in sovrannumero, i branchi stanno distruggendo le semine»

Cinghiali, è un invasione. I timori di Coldiretti: «Sono in sovrannumero, i branchi stanno distruggendo le semine»
Cinghiali, è un’invasione. I timori di Coldiretti: «Sono in sovrannumero, i branchi stanno distruggendo le semine»
2 Minuti di Lettura
Giovedì 4 Novembre 2021, 09:50

MACERATA  - Coldiretti lancia un nuovo allarme cinghiali. «Gli agricoltori seminano, loro mangiano - scrive in una nota -: le semine autunnali rischiano di essere vanificate. Già in sovrannumero, i cinghiali hanno approfittato dell’insensato stop dei selecacciatori nel corso del lockdown e delle zone rosse per proliferare. Ora, i branchi sono talmente numerosi che è possibile osservarne l’invasione a tutte le ore».

Nei mesi scorsi gli agricoltori avevano pure manifestato in Regione su questo problema. «La corretta gestione del territorio – spiega Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – passa per l’interazione tra mondo agricolo, venatorio e associazionismo. Alla Regione ribadiamo la necessità di interventi straordinari per riequilibrare gli habitat, la situazione rischia di compromettere la sopravvivenza economica delle aziende e la biodiversità del territorio».

Coldiretti ribadisce le sue richieste: uno statuto unico regionale per gli Ambiti territoriali di caccia, un monitoraggio puntuale e super partes della popolazione animale, la rotazione sui territori delle squadre di selezionatori, il ricambio degli organi di gestione degli Atc e il controllo regionale sui loro bilanci. Infine, conclude Coldiretti, «sarebbero opportuno valorizzare la selvaggina perché è vero che la fauna selvatica in sovrannumero causa danni all’agricoltura e pericoli ai cittadini, ma anche che le carni sono molto amate dai consumatori sempre più desiderosi di un prodotto di qualità, tracciato e trasparente». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA