La casa non è un affare, c’è crollo del valore: «Calo della domanda». Porto Recanati è la città dove gli immobili costano di più

Mercoledì 17 Febbraio 2021 di Massimiliano Viti
La casa non è un affare, c è crollo del valore: «Calo della domanda». Porto Recanati è la città dove gli immobili costano di più

MACERATA -  Investire nel settore immobiliare residenziale nel Maceratese non è più così redditizio. Prendiamo il caso di Porto Recanati, il paese dove il mattone è più caro rispetto a tutti gli altri comuni della provincia di Macerata. Secondo i dati dell’Osservatorio Nomisma sul mercato immobiliare, il valore medio di una casa è passato da 2.153 a 1.712 euro al metro quadrato, con un ribasso del 21% accumulato negli ultimi 5 anni, dal 2015 al 2020. Nel centro di Macerata il valore si è ridotto del 17% e a Civitanova Marche del 10%. Sono stati anni difficili, ma nella provincia non c’è un comune dove il valore sia cresciuto.

 

 

«Che il mattone non sia più un bene rifugio, soprattutto in alcuni territori, è ormai noto dalla crisi immobiliare del 2008» esordisce Marco Marcatili, economista Nomisma che commenta i dati del Maceratese. «La perdita è accentuata dal fatto che negli anni precedenti alla crisi il valore era notevolmente salito per cui le percentuali di decrescita sono più marcate». Secondo Marcatili le sfide e le opportunità che deve affrontare il mercato immobiliare sono molte a partire dalla demografia.

«C’è meno pressione sulla domanda, ci sono poche nascite e aumentano le partenze dei giovani, per cui c’è sempre una minore necessità d’uso di un’abitazione. E non crescono gli investimenti in seconde case. Oggi i valori salgono se un territorio è attrattivo, se ha un’idea di sviluppo e di attrarre flussi». Anche a livello di rendimento l’immobile non offre più quelle garanzie di un tempo. Se consideriamo un rendimento medio lordo del 6% che può ottenere un investimento, un appartamento del valore di 200.000 euro dovrebbe fruttare ogni anno almeno 12.000 euro. Vuol dire mille euro al mese di affitto al netto delle spese abitative. Quanto alle opportunità, le più grandi potrebbero essere la ricostruzione post terremoto e il superbonus 110% che possono riqualificare e ridare valore agli edifici residenziali. 

Un altro tema centrale da affrontare è il rapporto tra Macerata e Civitanova Marche, i due poli della provincia. «E’ evidente il rapporto quasi conflittuale e di competizione, che non crea danni quando tutto cresce, mentre diventa deleterio nei tempi in cui sono carenti le risorse e diventa necessaria la costruzione di un’offerta territoriale (abitativa, culturale, turistica, etc). In questi anni Macerata soffre di più la dinamicità economica di Civitanova» osserva Marcatili. Il mercato degli affitti ha risentito molto della situazione che si è venuta a creare a causa del terremoto con lo spostamento delle famiglie dalla montagna verso la costa. Secondo l’economista: «la maggiore domanda ha semplicemente colmato il vuoto che c’era, con i residenti che hanno occupato le seconde case e altri immobili con affitti calmierati».

Nella classifica per valore medio assoluto, il podio rispecchia in pieno il triangolo economico provinciale. Porto Recanati è il comune dove il mattone costa di più: 1.712 euro al metro quadrato. Poi troviamo Civitanova Marche e Macerata centro. Da notare come i valori degli immobili al centro storico del capoluogo, seguendo una dinamica che riscontriamo anche in altre città italiane delle stesse dimensioni, si sono deprezzati in una misura maggiore rispetto alle zone di semicentro e periferia. Fuori dal podio Recanati e Potenza Picena. Il comune dove una casa costa meno è Ussita: 597 euro al metro quadrato. Ovvero quasi un terzo del valore di Porto Recanati. In genere in tutti i comuni più flagellati dal sisma sono quelli dove i prezzi sono più convenienti. «Le prospettive del mercato immobiliare della provincia di Macerata non sono così nere» conclude Marcatili nella sua analisi. «Porto Recanati, che turisticamente gravita attorno alla Riviera del Conero, e Civitanova Marche, polo economico provinciale, sono centri che attirano turisti, anche quelli provenienti dall’Umbria. La sfida è far beneficiare di questi arrivi anche nell’entroterra a partire da Macerata».

 

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