Orario triplo, paghe da fame, niente riposi e minacce: denunciato e interdetto il titolare di una ditta di pubblicità

Mercoledì 18 Maggio 2022
Orario triplo, paghe da fame e minacce: denunciato e interdetto il titolare di una ditta di pubblicità

MACERATA - I dipendenti, starnieri, erano costretti a lavoraare fino a 60 ore alla settimana, con paghe decisamente al di sotto di quanto stabilita dal Contratto nazionale. Ma non solo, erano anche sotto costante minaccia da parte del titolare di un’azienda di servizi pubblicitari.

Gli approfondimenti investigativi, condotti dal nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di Macerata, hanno permesso di identificare numerosi lavoratori stranieri, sfruttati dal loro datore di lavoro. In particolare i militari, sospettando che i contratti di lavoro stipulati con gli operatori fossero stati conclusi in parte per eludere i controlli, svolgevano specifici accertamenti constatando che l’indagato, titolare dell’azienda, impiegava il personale per un numero di ore superiore rispetto a quanto disciplinato dal contratto che prevedeva l’impiego per sole 18 ore settimanali rispetto alle 40/50 effettivamente prestate. Inoltre il datore di lavoro corrispondeva ai dipendenti delle paghe non adeguate alla mole di lavoro svolta e non conformi a quanto previsto dalla contrattazione collettiva nazionale. Ai lavoratori in questione non venivano concessi giorni di ferie e malattia e ad ogni loro rimostranza il datore di lavoro reagiva addirittura con minacce di morte ed intimidazioni utilizzando anche attrezzi da lavoro come oggetti atti ad offendere.

Attraverso tale modus operandi l’indagato approfittava dello stato di bisogno dei lavoratori stranieri eludendo il sistema in quanto oltre ad omettere di corrispondere le ingenti somme di denaro spettanti ai lavoratori in relazione al lavoro effettuato ometteva anche i dovuti versamenti contributivi in favore degli enti previdenziali. Le circostanze emerse durante le fasi dell’indagine e l’atteggiamento minaccioso e violento tenuto dal titolare nei confronti dei lavoratori, sono stati documentati oltre che dalle denunce presentate degli stessi, anche da riprese video in cui era stato filmato il “caporale” mentre compiva le sue condotte minacciose. Il Gip del tribunale di Macerata, sottoponeva il datore di lavoro alla misura interdittiva di svolgere i compiti di amministratore della propria azienda per 12 mesi.

 

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