«La cannabis light ha effetti nocivi. Tuteliamo le giovani generazioni»

Domenica 1 Novembre 2020 di Benedetta Lombo
Il questore di Macerata Antonio Pignataro

MACERATA  - Oggi, primo novembre, sarebbe dovuto entrare in vigore il decreto già pubblicato in Gazzetta e voluto dal ministro della Salute Roberto Speranza che inserisce il Cbd (cannabidiolo) nella tabella 5 delle sostanze stupefacenti, così però non sarà. Il 28 ottobre scorso, infatti, la stessa autorità ha firmato un nuovo decreto che sospende l’efficacia del precedente allo scopo di rivalutare in maniera complessiva l’aggiornamento delle tabelle degli stupefacenti anche alla luce del parere tecnico che sarà fornito dall’Istituto e dal Consiglio superiore della sanità. Tra coloro che da sempre sono in prima linea sull’argomento c’è il questore di Macerata Antonio Pignataro, identificato come “questore anti-cannabis”. 

 

 
Per questo suo impegno ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio di uomo dell’anno conferito dalla comunità di San Patrignano. Lo abbiamo contattato per chiedergli cosa ne pensasse di questo ripensamento. «Premesso che da uomo di legge e fedele servitore dello Stato non mi è consentito sindacare l’opportunità dell’adozione di atti normativi, anche se di natura regolamentare come quello di cui parliamo - premette Pignataro -, non posso non esprimere preoccupazione per l’incertezza giuridica che ormai da tempo caratterizza il tema della liceità della commercializzazione dei prodotti a base della cosiddetta “cannabis light”. Non tutti i dubbi sono stati fugati, infatti, con la pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione del 30 maggio del 2019 che ha ritenuto vietata la vendita di prodotti contenenti un apprezzabile quantitativo di Thc. L’incertezza normativa rischia così di indebolire la costante azione di repressione posta in essere quotidianamente dalle forze di polizia producendo in tal modo effetti deleteri sulla salute dei nostri ragazzi, i più esposti a questo tipo di sostanza. Dati scientifici dimostrano infatti, da un lato che anche la cannabis light causa effetti nocivi a livello cerebrale e dall’altro che l’utilizzo di questo tipo di sostanze apre la strada al consumo di cocaina, eroina o acidi. Auspico quindi, nell’esclusivo interesse dei più giovani, che dopo l’annunciato percorso consultivo delle massime autorità sanitarie, si dia finalmente attuazione all’originario decreto ministeriale vietando anche la commercializzazione di prodotti ad alto contenuto di cannabidiolo».

Nei tre anni in cui ha svolto il compito di questore a Macerata, Pignataro ha trovato incoraggiamento dalle altre istituzioni e dalla società civile. «Innanzitutto devo esprimere il mio ringraziamento e la mia stima al procuratore della Repubblica Giovanni Giorgio e ai suoi sostituti che hanno costituito un punto di riferimento costante per l’azione mia e dei miei valorosi poliziotti - spiega il questore -. Ho apprezzato anche il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi che mi ha espresso più volte vicinanza definendomi “uomo di buona volontà” e infondendo in me in questo modo ulteriore coraggio. Condivido pienamente le sue parole quando dice di avere “troppo a cuore la difesa della vita e del futuro dei giovani criticando la falsa convinzione che la cannabis light sia una sostanza inoffensiva”».

«Voglio esprimere la mia soddisfazione umana e professionale per l’affetto che tanti cittadini mi hanno manifestato sin dall’inizio della lotta contro la “cannabis light” - conclude Pignataro -. Più di ogni altro riconoscimento valgono per me le parole dei tanti genitori che anche ora mi fermano per strada e mi rivolgono frasi che vengono dal loro cuore. Sentirsi dire: «Signor questore grazie, ha salvato la mia famiglia» mi ripaga di tanto lavoro e di qualche amarezza». Che Pignataro sia diventato un simbolo, in forma negativa lo dimostrano le minacce, in forma positiva lo dimostrano i riconoscimenti. Preoccupato per le prime? «So di essere un obiettivo ma fa parte del mio lavoro. Non temo le minacce dirette, quello che mi rammarica sono alcune condotte subdole e velate che potrebbero originare conseguenze inaspettate, ma di questo preferisco non parlare».

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