Guardia giurata vittima di stalking: condanna ad un anno per l'ex compagna

Mercoledì 19 Maggio 2021 di Benedetta Lombo
Il tribunale di Macerata

CAMERINO -  Il compagno le aveva comunicato l’intenzione di chiudere il rapporto e lei aveva reagito perseguitandolo e minacciandogli di morte tutti i familiari più stretti, dai genitori alla sorella fino al cognato. È stata condannata a un anno di reclusione per stalking aggravato una camerte di 46 anni, dovrà anche risarcire all’ex la somma di 5.000 euro. Lo ha stabilito ieri il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Macerata, Giovanni Maria Manzoni all’esito della camera di consiglio. 

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Il procedimento è stato discusso con rito abbreviato come richiesto dai legali Pietro Chiucchiuini e Giovanni Sartori nella scorsa udienza; un anno di reclusione era stata anche la richiesta del pubblico ministero Enrico Riccioni al termine della requisitoria. A coordinare l’indagine invece era stata la collega Stefania Ciccioli alla quale era arrivata la denuncia della persona offesa, una guardia giurata, che esasperata dalle persecuzioni della ex si era rivolta a un legale, l’avvocato Tiziano Luzi, e aveva presentato una querela all’autorità giudiziaria. A quel punto la vicenda era finita all’attenzione della Procura.

Gli inquirenti avrebbero appurato che nei primi mesi del 2019 (fino ad aprile di quell’anno) la donna avrebbe più volte perseguitato l’ex con continui messaggi dal contenuto offensivo o con minacce di morte, estendendo lo stesso trattamento anche ai familiari più stretti. La decisione unilaterale di chiudere la relazione non era stata accolta di buon grado dalla 46enne che avrebbe anche cercato di contattarlo utilizzando altre persone, oppure chiamando alla sede della ditta dove lavorava fino ad effettuare veri e propri appostamenti sotto casa di lui in attesa del suo rientro.

Un giorno (il 7 febbraio 2019) lei si era appostata sotto casa di lui e non avrebbe trattenuto il proprio rancore iniziando a urlare e strepitare tanto che la guardia giurata, per farla smettere, fu costretta a chiamare il 112 e a richiedere l’intervento di una pattuglia dei carabinieri che l’aveva poi allontanata. Per sfuggire alla sua stalker l’uomo si era visto costretto a cambiare le proprie abitudini di vita evitando di frequentare i luoghi conosciuti anche alla ex e parcheggiando la propria auto in posti protetti per evitare che venisse danneggiata. Ieri dunque, la discussione con rito abbreviato e la condanna a un anno di reclusione, pena sospesa.

 

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