Bambina gettata dalla finestra. La mamma accusata di tentato omicidio: «Ditemi come sta»

Giovedì 5 Maggio 2022 di Benedetta Lombo
La madre della bimba in tribunale

MACERATA - È arrivata in aula sorretta da personale dell’ospedale, lo sguardo sospeso, i movimenti difficoltosi. All’avvocato ha chiesto della figlia: «Come sta? Posso parlare con mio marito? Con mia sorella?». Poi è entrato il giudice ed è iniziata l’udienza di convalida del fermo per la 40enne indiana che domenica pomeriggio ha prima ferito al collo la figlia di quattro anni e poi l’ha gettata dalla finestra della camera da letto facendole fare un volo di 10 metri. Ma la piccola è miracolosamente sopravvissuta e ora all’ospedale Salesi di Ancona è costantemente monitorata dai medici e assistita dal padre. 

 


Su consiglio dell’avvocato Valentina Romagnoli, la giovane mamma si è avvalsa della facoltà di non rispondere. «Non era in grado di sottoporsi a interrogatorio – ha spiegato a margine dell’udienza il legale –. Non riusciva neppure a reggersi, non è lucida, è sotto effetto degli psicofarmaci che sta assumendo». Il pubblico ministero Stefania Ciccioli ha quindi chiesto la convalida del fermo e, successivamente, l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere. Il Gip Claudio Bonifazi, condividendo in questo l’eccezione sollevata dalla difesa, non ha convalidato il fermo ritenendo mancante il presupposto del pericolo di fuga, mentre sulla misura da applicare, ha disposto la custodia cautelare in ospedale finché la donna non sarà nelle condizioni di essere dimessa e condotta in carcere.

«Le sue condizioni di salute al momento sono incompatibili con il carcere – ha riferito l’avvocato Romagnoli -. La relazione medica del servizio Psichiatrico dell’ospedale evidenzia uno stato depressivo molto forte. Lei è costernata». Sui motivi del gesto il legale ha parlato di un possibile «blackout momentaneo», ma la 40enne dopo il fatto non ha detto nulla a riguardo. «Nessuno aveva riscontrato avvisaglie, c’erano questioni ordinarie ma sembravano sotto controllo», ha aggiunto il legale. La 40enne ha chiesto di poter parlare sia con il marito sia con la sorella maggiore arrivata dall’Inghilterra dopo la drammatica notizia. «Faremo istanza per chiedere che possa parlare con la sorella, per il marito stiamo valutando se è il caso», ha concluso l’avvocato Romagnoli che difende l’indiana insieme al collega Andrea Netti. A conclusione dell’udienza la donna è stata accompagnata su un furgone e riportata in ospedale dove continuerà ad essere piantonata dalle forze dell’ordine. Il dramma si era consumato nel giorno in cui si celebra la festa dei lavoratori.

Erano circa le 16 quando la donna, approfittando della momentanea assenza del marito che era andato in bagno, aveva preso un coltello da cucina e si era chiusa a chiave nella camera da letto con la loro unica figlia, una bimba che ad agosto compirà quattro anni. Lì prima le avrebbe provocato un taglio alla gola, poi l’aveva gettata dalla finestra, un volo di 10 metri a cui però la piccola è sopravvissuta. 


Quel piccolo corpo a terra era stato notato da dei passanti che avevano immediatamente chiamato il 118. Pochi minuti e i sanitari avevano raggiunto via Alighieri, all’angolo con via Foscolo, e prima avevano stabilizzato la bambina poi l’avevano affidata ai colleghi dell’elisoccorso per il trasporto all’ospedale di Torrette, ad Ancona. La madre aveva i polsi insanguinati, ma le ferite che si era provocate col coltello sono risultate superficiali. Da quel momento è rimasta piantonata al reparto di Psichiatria dell’ospedale del capoluogo. Non può vedere né parlare con nessuno. Il marito invece da quel tragico Primo maggio, è al Salesi, accanto alla figlia. A scatenare la follia forse l’imminente viaggio in India che il marito avrebbe dovuto fare con la piccola.

 

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