Macerata, autolavaggio sotto sequestro. C’era anche un dormitorio abusivo

L'autolavaggio
L'autolavaggio
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Giovedì 5 Dicembre 2019, 03:40

MACERATA - Un autolavaggio in corso Cavour sottoposto a sequestro preventivo. Il provvedimento è stato eseguito su richiesta del procuratore capo Giovanni Giorgio (le indagini coordinate dal sostituto procuratore Rosanna Buccini) sulla base degli accertamenti svolti dal Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro e della stazione carabinieri forestali di Macerata, coadiuvati dal personale della locale stazione dell’Arma. L’attività finita nel mirino è gestita da una romena e da un egiziano. 

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Nello specifico, da qualche giorno i carabinieri del Nil, insieme ai colleghi dell’Ispettorato del lavoro di Macerata, avevano avviato un’attività di osservazione e monitoraggio, appurando che alcuni dipendenti alloggiavano all’interno della stessa struttura. Sabato scorso i militari hanno fatto scattare l’ispezione, accertando la presenza di due lavoratori extracomunitari (privi di qualsiasi forma di regolarizzazione contrattuale), di cui uno risultato clandestino (sprovvisto di permesso di soggiorno). Quest’ultimo successivamente è stato accompagnato al centro di permanenza per il rimpatrio di Bari per l’espulsione dal territorio nazionale. Contestata anche l’inottemperanza alla normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro (in particolare non è stato redatto il documento di valutazione dei rischi, non è stata effettuata informazione e formazione dei lavoratori e tanto meno garantita la sorveglianza sanitaria a favore degli stessi).

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Accertata inoltre l’esistenza di uno scarico di acque reflue illecito (diverso da quello autorizzato): le acque, infatti, defluivano in un tombino sottostante che convogliava verso la rete fognaria e non nel punto autorizzato. Non è tutto. Contestata l’abusiva destinazione d’uso dell’immobile in quanto il gestore dell’autolavaggio aveva ricavato all’interno dell’esercizio alcuni vani in cartongesso, adibendoli a dormitorio per farvi dormire e vivere i dipendenti, in pessime condizioni igienico-sanitarie.
Dalle accurate verifiche dei carabinieri sono emerse numerose violazioni dei diritti dei lavoratori che venivano impiegati in pessime e degradanti condizioni di lavoro, caratterizzate da retribuzioni non conformi a quanto effettivamente svolto, senza che fosse loro concesso il riposo settimanale e con prestazioni di lavoro articolate 7 giorni su 7 giorni, dalle 8 alle 20 per una paga di 2,50 all’ora. 
Gli stranieri sono risultati privi di assunzione, motivo per cui si è proceduto alla sospensione dell’attività imprenditoriale. 
«Il comando carabinieri per la tutela del lavoro e il comando provinciale di Macerata - si legge in una nota dell’Arma - in sinergia con l’Ispettorato territoriale del lavoro di Macerata, stanno operando ed opereranno per tutelare il lavoro in tutte le sue forme, reprimendo gli abusi e contrastando lo sfruttamento e il condizionamento del mercato del lavoro. Episodi, questi, purtroppo sempre più diffusi in tutto il territorio nazionale».
Infatti, tale fenomeno, su cui il prefetto di Macerata Iolanda Rolli ha indirizzato la propria attenzione fin dal suo arrivo in provincia, è più diffuso di quanto si possa immaginare. L’autolavaggio di corso Cavour aveva molti clienti, anche grazie ai prezzi concorrenziali. 

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