Abusi sessuali su tre bambine, otto anni per un ex catechista con pena ridotta

La sede della Corte d'Appello di Ancona
La sede della Corte d'Appello di Ancona
di Benedetta Lombo
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Martedì 10 Maggio 2022, 04:05

MACERATA - Atti sessuali su tre bambine, pena ridotta in Appello per un ex catechista. L’uomo, un 64enne di un paesino dell’entroterra maceratese in passato dipendente delle Poste (oggi in pensione), era stato condannato in primo grado a 11 anni e mezzo di reclusione. Ieri i giudici della Corte d’Appello di Ancona hanno assolto l’imputato per uno dei capi di accusa relativo a un tentativo di atti sessuali e hanno rideterminato la pena in otto anni di reclusione. La difesa: «Ci sono margini per ricorrere in Cassazione. Lui ha sempre negato gli addebiti, era altrove».

 

Le accuse mosse all’uomo risalgono al periodo compreso tra il 2010 e luglio del 2012. Secondo la ricostruzione effettuata dalla Procura nel corso delle indagini preliminari l’ex catechista avrebbe compiuto atti sessuali su tre bambine che all’epoca avevano 5, 7 e 8 anni, tentando di compierli anche su una bambina di 10 anni ma senza riuscirci. Per quest’ultima accusa relativa alla tentata violenza su una bambina straniera (l’unica per la quale non c’è stata costituzione di parte civile), ieri il 64enne è stato assolto. I genitori delle altre tre bambine invece erano parti civili con gli avvocati Guglielmo De Luca, Sergio Ariozzi e Adele Migliorelli. Le bambine vittime delle attenzioni dell’ex dipendente delle Poste erano tutte amichette della figlia e, l’uomo, con il pretesto di mostrare loro dei giochi al computer, le avrebbe toccate nelle parti intime.

Nelle 43 pagine di motivazione della sentenza di primo grado depositate a luglio del 2019 i giudici maceratesi avevano sottolineato che le dichiarazioni rese dalle piccole vittime erano state «lineari, logicamente coerenti sotto il profilo intrinseco e, infine, sorrette da plurimi riscontri esterni di eterogenea natura». Per quanto riguarda l’imputato i magistrati lo avevano definito «un pedofilo, quantomeno al tempo dei fatti, ammesso che da tale patologia ci si possa affrancare in assenza di adeguati trattamenti sanitari, ovvero un soggetto connotato da una grave forma di devianza sessuale che lo porta ad essere sessualmente attratto da bambine in età prepuberale».

Ancora, per i giudici di primo grado, non essendo «in grado di esercitare alcun controllo sui forti stimoli sessuali che lo padroneggiano, deve ritenersi nella attualità socialmente pericoloso in misura rilevantissima».


Ieri dunque, la rideterminazione della pena in 8 anni di reclusione. Entro 90 giorni verranno depositate le motivazioni della condanna di secondo grado. «Leggeremo i motivi – ha commentato l’avvocato Donatello Prete, che difende l’imputato insieme al collega Paolo Giustozzi –. Accogliamo l’avvenuta assoluzione per un’ipotesi accusatoria, non escludiamo il ricorso in Cassazione. Lui ha sempre negato ogni responsabilità».
 

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