Gira con una pistola vera nell’auto, i vigili urbani lo fermano e lui si difende: «Pensavo fosse un giocattolo»

Venerdì 22 Gennaio 2021 di Benedetta Lombo
Il Tribunale di Macerata dove si è tenuto il processo

MACERATA - Va in un negozio di giocattoli con una pistola per comprare delle cartucce credendo che fosse una bellissima riproduzione di un’arma vera, senza sapere che invece era realmente vera. Un 75enne è finito sotto processo per porto abusivo d’armi e dopo cinque anni dal fatto, ieri, è stato assolto per tenuità del fatto.

 

 

 
È una vicenda quasi kafkiana quella vissuta da un pensionato maceratese partita da una data che difficilmente potrà dimenticare: il 4 marzo del 2016. Quel giorno l’uomo prese una pistola a rotazione lanciarazzi marca Volcanic modello 22, calibro 6 mm Flobert priva di matricola, salì in macchina e raggiunse un negozio di giocattoli. Al dipendente mostrò l’arma chiedendogli se per caso avesse delle cartucce compatibili con la sua pistola giocattolo, il dipendente prese in mano l’arma, la guardò e la restituì al cliente dicendogli di non avere munizioni di quella misura. Così l’anziano tornò in macchina poggiò la pistola sul sedile passeggero e ripartì alla volta di casa.

Non fece molta strada che incappò in un controllo della polizia municipale. Patente, libretto e assicurazione fu la richiesta dell’agente che, incredulo, vide la pistola sul sedile. L’anziano spiegò che quella era una pistola giocattolo, che l’aveva trovata nella mansarda di un’abitazione che aveva affittato per lungo tempo ma l’agente, prese le generalità, lo denunciò all’autorità giudiziaria per porto illegale in luogo pubblico di armi, un reato che prevede una pena che va da due a dieci anni. Con quell’ipotesi di reato il pubblico ministero Enrico Riccioni ne chiese il rinvio a giudizio.

Venne fissata l’udienza preliminare e il legale dell’anziano, l’avvocato Giuseppe Ferrari, spiegò al gup Giovanni Manzoni che in realtà il proprio cliente credeva realmente che quella fosse una pistola giocattolo, anche il dipendente del negozio di giocattoli, sentito nell’immediatezza dagli agenti, aveva confermato la circostanza. Il gup rinviò a giudizio l’anziano ma per l’ipotesi colposa (e non dolosa) del reato con una conseguente pena prevista, in caso di condanna, più lieve, l’arresto fino a 18 mesi.

Nel corso del dibattimento sono stati sentiti testimoni poi ieri la discussione. Il pubblico ministero Marco Tarquinio Severini ha chiesto la condanna a sei mesi di arresto, il giudice Federico Simonelli ha assolto l’imputato per tenuità del fatto.
 

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