Insulti sessisti su Facebook alla ministra Azzolina, finisce nei guai un giovane maceratese

Martedì 15 Settembre 2020 di Benedetta Lombo
La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina
MACERATA - Insulti sessisti alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Sarebbe un giovane del Maceratese l’autore di alcune frasi dal contenuto palesemente offensivo nei confronti dell’esponente del governo. La vicenda finita al vaglio della magistratura inquirente maceratese risale ad alcuni mesi fa.

 
Era il 26 marzo scorso, in piena emergenza Covid e in pieno lockdown, quando un utente del noto social network Facebook, aveva deciso di postare un corposo commento farcito di volgarità contro l’attuale ministra all’Istruzione. «La scuola si ferma, passami a trovare a casa», iniziava così il commento dell’utente che avrebbe poi accusato la Azzolina di aver usato i social per diventare ministro. L’autore del post era andato avanti, aveva invitato la Azzolina a parlare della vicenda di Bibbiano esortandola a fare “la donna”. Nell’intervento poi l’autore si era lasciato andare a commenti sul rossetto rosso utilizzato spesso dalla ministra, infarcendo l’intervento di volgarità. Non è la prima volta che un politico donna finisce sotto gli attacchi e gli insulti sessisti in particolare sui social network e non è neppure la prima volta che proprio alla ministra Azzolina vengano rivolte volgarità, ma la titolare del dicastero della scuola questa volta ha deciso di rivolgersi alla magistratura per fare chiarezza sull’accaduto. Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo per l’ipotesi di reato di diffamazione e, dagli accertamenti eseguiti, l’autore delle volgarità sarebbe un giovane della provincia di Macerata che avrebbe commesso il reato da Montelupone. Sono invece in corso ulteriori accertamenti da parte della Dda di Ancona (competente per reati informatici, ndr) per risalire all’identità di chi si sia registrato in un sito Internet e abbia modificato delle informazioni relative alla ministra Azzolina, aggiungendo anche in quel caso volgarità. 
Lo scorso agosto il ministro aveva subito altri attacchi sessisti in un gruppo Facebook leghista, insulti che lei stessa aveva condiviso aggiungendo un suo commento: «Nessuna donna dovrà mai più leggere commenti così infimi, subire attacchi volgari e abietti come questi. È e sarà la mia battaglia. E la faremo a scuola. Educando le nuove generazioni al rispetto dell’altro, uomo o donna che sia, al pensiero critico, allo scambio di idee fatto con i contenuti e non con la volgarità». © RIPRODUZIONE RISERVATA