Bertolaso: «Se portano via le attrezzature del Covid hospital li denuncio»

Mercoledì 21 Ottobre 2020 di Luca Patrassi
Guido Bertolaso

CIVITANOVA - Mentre in Regione una seduta di giunta tira l’altra, probabilmente anche per definire l’assetto con cui affrontare l’emergenza Covid, e i vertici ancora tacciono sull’argomento seconda ondata, a suonare la sveglia lunedì sera è stato l’ex direttore nazionale della Protezione Civile Guido Bertolaso, ospite della trasmissione Quarta Repubblica, in onda su Rete4 condotta da Nicola Porro.

 

Sembrava dovesse essere uno dei “soliti” attacchi al Governo e direttori vari, poi sul finire Porro legge un messaggino di una sua amica di Civitanova che, da malata di cancro, racconta di aver paura per quello che sta accadendo nelle Marche, con il piano regionale che dice che verranno utilizzati prima gli ospedali normali, poi il Covid hospital, se del caso. Con il rischio di vedere replicati gli effetti negativi della prima ondata, in termini di ulteriori contagi e di crollo dei servizi erogati ai pazienti no Covid. 
Ed allora Bertolaso attacca e va sul pesante anche sul fronte marchigiano: «Stiamo ricommettendo lo stesso errore dei mesi scorsi. Bisogna organizzare ospedali dedicati solo al Covid. Lo voglio dire forte e chiaro al neo presidente, il Covid hospital di Civitanova non va usato solo alla fine quando i reparti di terapia intensiva degli altri ospedali sono pieni. L’ho detto chiaro sia al presidente delle Marche di prima, del Pd, che a quello di adesso, di centrodestra. Non si faccia infinocchiare dai tecnici che adducono scuse di pianta organica o che non ci sono laboratori per non aprire un’astronave che è fondamentale. Non si permettano di prendere le strutture all’avanguardia super sofisticate dell’ospedale di Civitanova per cannibalizzarlo e portare ventilatori negli altri ospedali, so che qualcuno vuol farlo. Li denuncio per appropriazione indebita e furto perché questi non sono soldi pubblici, ma soldi che ogni italiano ha cacciato in una situazione di emergenza».

 

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