Terremoto, la casa di nonna Peppina sarà ricostruita: progetto ok, via libera ai lavori

Venerdì 30 Ottobre 2020 di Monia Orazi
Terremoto, la casa di nonna Peppina sarà ricostruita: progetto ok, via libera ai lavori

FIASTRA Via libera alla ricostruzione della casa di nonna Peppina a Fiastra, distrutta dal terremoto.

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«Abbiamo presentato il progetto nel gennaio 2018, era obbligatorio per accedere ai benefici del cosiddetto decreto “Salva Peppina” -, dice Gabriella Turchetti, figlia della nonnina più famosa d’Italia -, adesso il progetto è stato approvato e finalmente potranno iniziare i lavori. Mia madre è stata molto contenta di questa notizia, la ditta ci ha detto che se il tempo regge inizieranno già a breve i primi lavori di preparazione del cantiere». 

 

Il simbolo 

Giuseppa Fattori, per tutti nonna Peppina, è diventata il simbolo di chi lotta per rimanere nel luogo dove ha sempre vissuto. A quattro anni dalle terribili scosse che hanno distrutto la sua casa, a Moreggini di San Martino di Fiastra, ha avuto la notizia che il progetto di casa sua è stato finalmente approvato, con il finanziamento dei lavori di ricostruzione dell’abitazione in cui ha vissuto sin da quando si è sposata, dove ha cresciuto le figlie Agata e Gabriella. «È l’inizio di un lieto fine, mia madre il 26 novembre compirà 98 anni, speriamo possa vedere l’arrivo delle gru e magari rientrare il prima possibile. Se reggerà il tempo la ditta inizierà a fare i sondaggi per le fondamenta, ma in zona il freddo arriva presto e con grande probabilità i lavori veri e propri inizieranno a primavera, speriamo di festeggiare con il suo compleanno anche il rientro a casa», conclude la figlia. 

Il ringraziamento 

Aggiunge l’altra figlia, Agata Turchetti, tramite un post su Facebook: «Grazie, commissario Legnini. Il 21 giugno scorso, in occasione della visita a mia madre, ha pronunciato delle preziose parole di incoraggiamento e ho avuto il piacere di farle dono di una copia de “Le faglie della memoria”, la pubblicazione che racconta il dramma vissuto in quel tragico ottobre 2016 dagli abitanti del piccolo borgo in cui sono nata, ho trascorso l’infanzia e in cui sono tornata con continuità per tutta la vita. Nel consegnarle quelle pagine, le dissi che lei ci restituiva nuova speranza, fondata sulla fiducia di una scrittura nuova nel percorso faticoso e doloroso della ricostruzione. Mamma la saluta con affettuosa cordialità».

 

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