Emergenza caldo, nei pronto soccorso più 20% di pazienti di Macerata e Civitanova

Emergenza caldo, nei pronto soccorso più 20% di pazienti di Macerata e Civitanova
Emergenza caldo, nei pronto soccorso più 20% di pazienti di Macerata e Civitanova
di Giulia Sancricca
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 29 Giugno 2022, 08:54

MACERATA Temperature africane: gli accessi al pronto soccorso aumentano fino al venti per cento. L’allarme si fa sentire anche in ospedale e lo conferma il quadro che emerge dagli ospedali di Macerata e Civitanova. Anziani e soggetti fragili i più colpiti.

Nella costa la situazione sembra essere leggermente peggiore rispetto al capoluogo per via delle numerose presenze estive. «La situazione più grave riguarda la disidratazione - dice Rita Curto, primario del pronto soccorso della struttura costiera - che colpisce soprattutto anziani e persone fragili e crea una serie di problematiche tali da rendere necessarie le cure del pronto soccorso se non addirittura l’ospedalizzazione». 


La situazione 


«Purtroppo - sottolinea Curto - gli anziani bevono poco tutto l’anno e ora che dovrebbero farlo più del solito riscontrano maggiori problemi di salute. Spesso non basta tenerli qualche ora in osservazione al pronto soccorso, ma serve una idratazione via endovena o sondino naso-gastrico. Vediamo anche persone più giovani con colpi di calore - aggiunge -, ma sotto questo punto di vista non abbiamo avuto problemi gravi, forse perché sono più attenti e consapevoli e, in linea di massima, sono più facilmente gestibili rispetto agli anziani con patologie croniche». Se si parla di numeri, secondo Curto «c’è almeno il venti per cento di accessi in più da parte della popolazione anziana, proprio legata all’ondata di calore. Di questi, alcuni se la cavano con qualche ora di osservazione e altri vengono ospedalizzati. Aumentano anche i traumi tra i giovani e giovanissimi: soprattutto riscontriamo infortuni sportivi e incidenti con lo scooter. Poche ustioni, invece: sono i numeri che rientrano nella media stagionale. Finora solo il dato che riguarda gli anziani è superiore a quello degli altri anni». 


La raccomandazione 


È a loro che il primario raccomanda «di stare in ambienti freschi e ben ventilati. Bere non meno di due litri di acqua al giorno, anche più di qualsiasi integratore, per evitare che l’anziano arrivi a una disidratazione severa. Anche nelle case di riposo - aggiunge - ove possibile è bene aumentare l’introito di liquidi e fare esami di laboratorio per controllare più frequentemente il loro stato di salute. Capita che arrivino anziani in stato soporifero: spesso si pensa a un ictus, invece si tratta di disidratazione. Con esami di laboratorio fatti più frequentemente questi problemi potrebbero essere prevenuti». Sulla stessa linea il primario del pronto soccorso di Macerata, Emanuele Rossi. «Molto spesso - dice - gli anziani seguono terapie anti-ipertensive ed assumono diuretici che d’estate dovrebbero essere ridotti nel dosaggio. Anche a Macerata - spiega - gli ingressi al porto soccorso sono aumentati in merito ai pazienti più anziani. Sono coloro che soffrono maggiormente le ondate di calore e arrivano in uno stato di disidratazione più o meno marcata, con grande debolezza, scompensi respiratori e cardiaci». 


La percentuale 


«Siamo tra il 15 e il 20 percento in più - spiega Rossi -. Forse un po’ meno rispetto a Civitanova dove d’estate la popolazione aumenta rispetto a Macerata». Anche nel capoluogo alcuni ingressi riguardano la popolazione più giovane per «la piccola traumatologia e lesioni legate al tempo trascorso all’aria aperta». Per far fronte a questo aumento, il pronto soccorso di Macerata sta seguendo le direttive imposte dall’Asur di concerto con l’assessorato regionale alla Sanità. «Per quanto riguarda i percorsi ospedalieri - dice Rossi - abbiamo attivato la determina Asur numero 734 del 13 giugno scorso che prevede un potenziamento, in termini di attenzioni infermieristiche e hospitality, all’arrivo dei pazienti nei vari pronto soccorso. Li stiamo implementando, al netto del fatto che vi è una cronica carenza di personale, in particolare medico, legato ai tetti di spesa. Stiamo cercando con l’Asur e la Regione di mettere in atto la determina finalizzata ad aumentare il comfort dei pazienti che giungono al pronto soccorso. Siamo già a buon punto - ammette -, la stiamo ultimando: speriamo di dare una risposta all’altezza delle aspettative».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA