«Con la mascherina io non voto». Si scaglia contro i carabinieri, choc in un seggio elettorale

Lunedì 21 Settembre 2020 di Daniel Fermanelli
Un seggio
MACERATA - Code fuori dai seggi elettorali anche in provincia di Macerata, dove le norme anti-Covid hanno rallentato le operazioni di voto. A Morrovalle proprio la prescrizione della mascherina per prevenire la diffusione del virus è stata la scintilla che ha scatenato il caos in un seggio. Qui, un uomo di circa 65 anni, ha preteso di esercitare il diritto di voto nell’urna senza il dispositivo di protezione non sentendo ragioni («Con la mascherina non voto») e ignorando pure i ripetuti inviti del presidente del seggio a proteggere se stesso e gli altri.

 
A questo punto il presidente del seggio gli ha intimato di allontanarsi, ma anche in questo caso non ha voluto sentire ragioni, per questo motivo il presidente ha chiesto l’intervento dei carabinieri a presidio dell’area. L’arrivo dei militari non è servito a indurre l’uomo a più miti consigli; al contrario, ha spintonato le forze dell’ordine. A questo punto, l’uomo è stato bloccato e per lui sono scattate sia la sanzione per non aver indossato la mascherina che la denuncia penale per resistenza a pubblico ufficiale. Quello di Morrovalle è stato l’episodio più vistoso di una giornata che per il resto è scorsa via piuttosto tranquilla praticamente ovunque. Nel capoluogo, oltre alle lunghe file e attese dovute al contingentamento, sono stati segnalati alcuni episodi di persone che all’esterno dei seggi, mano a mano che i votanti facevano ingresso, “suggerivano” chi indicare nelle operazioni di voto. Una propaganda non consentita ma che purtroppo non è nuova nelle occasioni elettorali.
Per il resto, le vicende locali e le modalità legate al voto hanno concentrato l’attenzione di elettori e candidati. Gli aventi diritto della provincia sono chiamati al rinnovo della giunta e del consiglio regionale, a decidere sul quesito referendario riguardante la legge di revisione costituzionale: “Modifiche ali articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari” e, in tre casi (Macerata, Petriolo e Ussita), a scegliere anche il sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Le urne, oltre a ieri, rimarranno aperte anche oggi fino alle 15: subito dopo si procederà allo spoglio, nell’ordine, delle schede per il referendum e per le regionali; domani invece ci sarà lo scrutinio per le comunali. 
Oltre all’obbligo della mascherina, per garantire condizioni di sicurezza sanitaria, è stata effettuata una sanificazione costante degli ambienti. In alcuni comuni della provincia, tra questi anche Apiro, alcuni votanti costretti alla quarantena e all’isolamento domiciliare poiché positivi al Covid-19 o per aver avuto contatti stretti con persone contagiate, hanno usufruito della possibilità del voto “a domicilio” grazie agli operatori della Protezione civile e delle forze dell’ordine. 
Nel Maceratese, alle 19, per il referendum, aveva votato il 37,17% mentre per le elezioni regionali per scegliere il successore del presidente Luca Ceriscioli, in provincia, alla stessa ora, aveva votato il 31,18% degli aventi diritto al voto. Per il referendum il Maceratese è la seconda provincia in termini di affluenza (dopo Pesaro e Urbino) mentre per le regionali si colloca penultima prima di Ascoli Piceno. Cinque anni fa, alla stessa ora, nel Maceratese aveva votato il 32,08% (nel 2015 c’era però un solo giorno per votare). Alle 12, per il referendum, nel Maceratese aveva votato il 14,78% (seconda provincia per affluenza dopo Pesaro e Urbino). Per il rinnovo del consiglio regionale, alla stessa ora, aveva invece votato il 12,41% degli elettori (a fronte del 12,12% di cinque anni fa). 
Oltre al capoluogo di provincia, anche altri due comuni maceratesi sono chiamati a scegliere il sindaco e rinnovare il consiglio comunale: si tratta di Petriolo e Ussita. A Petriolo, alle 12, aveva votato l’11,41% degli aventi diritto, mentre alle 19 il 37,21%. A Ussita, alle 12, l’affluenza è stata del 21.05% mentre alle 19 del 53,87%. Nel comune montano, a contendersi la fascia tricolore, ci sono l’ex primo cittadino (1997-2004) Silvia Bernardini (“Progetto Ussita”), l’ex vice sindaco della Giunta Morosi Monica Pierdomenico (“Tutti per Ussita, Ussita per tutti”) e l’ex sindaco di Cerveteri Guido Rossi (“Ussita 2020, insieme per la ricostruzione e il futuro”). A Petriolo invece il sindaco uscente Domenico Luciani (“Petriolo Domani”) si contende la fascia tricolore con Matteo Santinelli (“Insieme per Petriolo”). © RIPRODUZIONE RISERVATA