Lavoratori in nero e sicurezza ignorata: blitz nel tomaificio, denunce e multa a cinque zeri

Mercoledì 10 Novembre 2021 di Benedetta Lombo
Lavoratori in nero e sicurezza ignorata: blitz nel tomaificio, denunce e multa a cinque zeri

CORRIDONIA - I carabinieri della Compagnia di Macerata e del nucleo ispettorato del lavoro di Macerata hanno controllato ieri mattina la sede operativa di una ditta di Corridonia, che opera nel campo della lavorazione delle tomaie, dove sono stati identificati 10 lavoratori irregolari di cui 3 senza regolare permesso di soggiorno impiegati a svolgere, appunto, la lavorazione delle tomaie.

 

L’organizzazione

I lavoratori identificati sono risultati tutti impiegati alle dipendenze di una giovane di nazionalità cinese che in assenza della titolare gestisce di fatto l’attività imprenditoriale dell’azienda. I locali si presentavano, secondo quanto constatato dai carabinieri, in pessime condizioni igienico sanitarie, in particolare gli spazi adibiti a punto di ristoro ed i servizi igienico sanitari, senza alcun dispositivo di sicurezza. Anche la documentazione inerente la sicurezza nei luoghi di lavoro non è mai stata redatta. «Nello specifico, l’azienda risulterebbe mancante: del documento di valutazione dei rischi; della sorveglianza sanitaria di tutti i lavoratori e della formazione degli stessi; dei dispositivi di protezione individuale; dell’attivazione del protocollo per il contrasto e la diffusione del virus Covid-19; della conformità dell’impianto elettrico; del piano di evacuazione e prevenzione incendi e dei dispositivi di protezione collettiva e individuale», rilevano i carabinieri. Accertata quindi la possibilità di pericolo per l’incolumità dei lavoratori, l’assenza di tutta la documentazione obbligatoria inerente la sicurezza nei luoghi di lavoro, in quanto mai redatta secondo gli accertamenti svolti, nonché l’impiego di manodopera clandestina con alcuni lavoratori privi del permesso di soggiorno, sono state comminate sanzioni amministrative e penali dell’importo totale di oltre 200mila euro e si è proceduto al sequestro dei locali in uso alla ditta e di tutte le attrezzature da lavoro utilizzate per la lavorazione delle tomaie, affidandoli in custodia al proprietario dell’intero immobile. 

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