Follia nell'ultimo weekend in zona gialla Covid: chiusi due bar e raffica di multe

Lunedì 1 Marzo 2021 di Emanuele Pagnanini
Macerata, follia nell'ultimo weekend in zona gialla Covid: chiusi due bar e raffica di multe

MACERATA - Servizi dedicati anti assembramenti e per verificare il rispetto delle normative Covid nei pubblici esercizi, tante le forze in campo ieri. Polizia di Stato, carabinieri, Guardia di finanza e polizie locali hanno collaborato in azioni deterrente e di controllo per tutto il fine settimana. Sono state elevate sanzioni a locali con conseguenti chiusure ma anche a singole persone. Sabato scorso le situazioni più preoccupanti mentre ieri, pur con tanta gente in giro, la presenza della divise ha funzionato invitando i cittadini a comportamenti più virtuosi. 

 

La situazione

Tanta gente ha scelto la montagna ma anche i centri storici e le spiagge sono state bazzicate sin dalle prime ore della mattina. Pieni i ristoranti prima del ritorno in arancione (da oggi non si potranno servire clienti ai tavoli). Sia a Macerata che Civitanova, i bar hanno lavorato a ritmo serrato per gli aperitivi sia a pranzo che nel pomeriggio, quando la chiusura alle 18 ha imposto ai titolari di cacciare gente e rispondere no a chi voleva l’ultimo bicchiere prima di tornare a casa. In ogni caso, mentre sabato sono state registrate situazioni potenzialmente pericolose, con gruppi di giovani che non hanno avuto alcun rispetto del distanziamento, ieri le cose sono andate meglio. Chi ha scelto la spiaggia si è potuto godere una mattinata senza affollamenti. Nel pomeriggio, a Civitanova, si sono riempiti il corso, piazza Conchiglia, le vie del borgo marinaro, corso Dalmazia e via Duca degli Abruzzi. Meno gettonato il lungomare sud mentre riscuote sempre un bel successo il porto. Ma il passeggio è stato ordinato (e, di per sé, sicuramente meno rischioso rispetto all’assembramento vero e proprio). Merito anche delle forze in campo: ben 10 auto di polizia locale, commissariato, Finanza e carabinieri sono state parcheggiate in piazza con pattuglie che hanno perlustrato tutte le vie dello struscio. Molti controlli anche nel capoluogo. Poco dopo le 18, con qualche minuto concesso, invece le attenzioni si sono concentrate sui bar. 

Le regole 

Locali che devono abbassare le serrande mentre la clientela non può sostare nelle adiacenze consumando. C’è stato qualche titolare che ha fatto “melina”, cercando di allungare i tempi di chiusura nel riporre sedie e tavoli esterni. Ma le divise in giro hanno consigliati a tutti un rispetto più rigoroso delle regole. Anche perché già dal sabato in provincia non sono mancate sanzioni. Come a Montecassiano, quando i carabinieri della stazione di Montefano hanno controllato un bar multando il titolare di 400 euro per aver proseguito l’attività oltre le 18. Inoltre, nell’ambito della medesima attività, a Montefano sono stati sanzionati anche due uomini perché trovati a transitare a bordo delle proprie auto per le vie del paese nella fascia di coprifuoco (dopo le 22). Dovranno pagare 533 euro. 

La task force 

Tra Tolentino e San Severino, invece, in azione l’Arma, le polizie locali, Nas e unità cinofile di Pesaro. A Tolentino, l’arrivo dei carabinieri ha scatenato un vero e proprio fuggi fuggi in piazza Togliatti dove, alle 18, c’erano circa 200 giovani intenti a consumare bevande. Gli uomini dell’Arma, sempre in collaborazione con i vigili, sono riusciti a fermare ed identificare 76 dei 200 avventori, quasi tutti con ancora il bicchiere in mano. Diciannove di essi sono stati multati: un ragazzo per non avere con sé la mascherina e altri 18 perché consumavano bevande nelle pertinenze dell’esercizio Dabliu, cosa che è vietata. Per loro 400 euro di multa. I cani hanno infine indicato un giocane dalle cui tasche è spuntato un grammo di cocaina. È stato segnalato alla prefettura. Quindi è stato controllato internamente il Dabliu: disposta la chiusura del locale per 5 giorni in quanto erano assenti le indicazioni di percorsi separati di ingresso e uscita. I Nas hanno inoltre elevato 1.500 euro di multa per merce (11 kg di salumi e mezzo chilo di formaggio) sprovvista di dati utili alla tracciabilità. Chiuso per 5 giorni anche il bar Javà di San Severino. In questo caso, invece, non applicate diverse normative antiCovid: assenza di indicazioni e di gel disinfettante in prossimità della cassa e assenza di divisori sul bancone. Anche in questo caso multa del Nas di 1.500 euro per prodotti (11 chili tra carne e pesce) privi di indicazioni di tracciabilità in cucina. Merce sequestrata.

 

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