Macerata, centri estivi, si parte il 15 giugno: individuate cinque scuole

Lunedì 1 Giugno 2020 di Benedetta Lombo
Macerata, centri estivi, si parte il 15 giugno: individuate cinque scuole

MACERATA - Corsa contro il tempo per la preparazione dei centri estivi a Macerata. Il Comune ha pubblicato l’avviso per individuare i gestori interessati ad organizzarli negli spazi comunali che sono stati identificati in base alla dislocazione in città e alla presenza di un ampio giardino.

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I centri estivi saranno rivolti, dal 15 giugno al 31 luglio, alle seguenti fasce di età: 3-5 anni, 6-11 anni, 12-17 anni. Gli spazi di proprietà comunale individuati sono i plessi scolastici di Piediripa, di Via Ventura, di Via F.lli Cervi, di Villa Potenza e di via Cardarelli.
 
Non solo centri estivi sugli spazi comunali ma anche in spazi privati. In queste settimane si sono svolti più tavoli di lavoro con le associazioni del terzo settore che intendono proporre centri estivi in città anche in spazi privati al fine di avere un’ampia offerta distribuita in tanti quartieri e favorendo la formazione di piccoli gruppi, evitando rischiosi assembramenti. Nell’occasione sono state spiegate le procedure di organizzazione in sicurezza dei centri estivi nel rispetto del Dpcm e le possibili sinergie tra i gestori e il Comune, che prevedono la necessaria autorizzazione da parte del Comune e dell’Asur. «Ora siamo in attesa dell’Asur che insieme agli ambiti sociali territoriali devono indicare i protocolli di sicurezza e i moduli per l’autocertificazione a garanzia della sicurezza anticontagio», spiega l’assessore Stefania Monteverde.
L’attivazione
I centri estivi nelle Marche possono essere attivati dall’8 giugno in base al decreto n. 184 firmato dal presidente Ceriscioli, che anticipa di 7 giorni le indicazioni della presidenza del Consiglio che consentiva l’apertura dal 15 giugno e con il quale sono consentite, a decorrere dall’8 giugno, le attività ludico ricreative – centri estivi - per bambini di età superiore ai 3 anni e per gli adolescenti, con la presenza di operatori addetti alla loro conduzione utilizzando le potenzialità di accoglienza di spazi per l’infanzia e delle scuole o altri ambienti similari. Tuttavia, potranno essere attivati solo dopo la comunicazione da parte dell’Asur delle procedure di sicurezza e la concessione delle necessarie autorizzazioni. «Stiamo lavorando con grande impegno tutti, pubblico e privato, una sinergia importante per garantire ai bambini la necessaria socialità che in questi mesi è mancata - sottolinea Stefania Monteverde, assessore alla scuola. - Sebbene tutti desideriamo dare ai bambini e ai ragazzi gli spazi per giocare e alle famiglie servizi per conciliare i tempi della vita e del lavoro, occorre essere molto seri e garantire la sicurezza. Non si possono aprire servizi per i bambini con leggerezza. Per questo con l’Asur i Comuni del territorio stanno mettendo in campo procedure chiare che consentano alle famiglie di lasciare i figli in sicurezza e agli operatori di non correre rischi. È meglio aprire quando tutto è pronto, e non correre per aprire prima». Il gestore dell’attività deve garantire l’elaborazione di uno specifico progetto da sottoporre preventivamente all’approvazione del Comune. Il progetto deve essere approvato, altresì, dai competenti uffici dell’Asur – Area Vasta 3.

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