Violenza sul lungomare Sud, parla la mamma della ragazza: «Chi ha visto qualcosa parli»

Giovedì 23 Giugno 2022 di Chiara Marinelli
Violenza sul lungomare Sud, parla la mamma della ragazza: «Chi ha visto qualcosa parli»

CIVITANOVA  - «Viviamo in un mondo social dove non si cerca difendere una coppia di ragazzi o di gridare aiuto per attirare l’attenzione. Dove la priorità è pubblicare una foto sui social con due corpi lasciati a terra esanimi per essere popolare.

 

Dove controlli le visualizzazioni o i like che arrivano piuttosto che capire se dei tuoi coetanei (che potrebbero essere tuo fratello o tua sorella), brutalmente aggrediti, sono in condizioni gravi o meno, dove un genitore quando esce la sera un figlio prega affinché  torni a casa sano». Comincia così la lettera di Sonia Iacchelli, mamma della 18enne aggredita insieme al fidanzato 21enne venerdì sera davanti ad un locale sul lungomare Sud. 

Sull’episodio sono in corso le indagini da parte della polizia. La signora ha diffuso una lettera, chiedendo aiuto perché vengano identificati i responsabili grazie a qualche testimonianza. «Nessuno – scrive Sonia Iacchelli – si è fatto avanti. Mamme e papà dei ragazzi che erano quella sera di fronte al locale del lungomare Sud, chiedete ai vostri figli cosa è successo, informatevi e se avete un cuore da genitori aiutateci a individuare i responsabili. Oggi è la vostra/nostra occasione per dare un corretto insegnamento a questi nostri ragazzi. Ho letto “il sindaco dove era?”. Facile in piena campagna elettorale attaccare il sindaco, che cosa avrebbe dovuto fare? Mettere i vigili di fronte ad ogni discoteca? In ogni piazza? In ogni luogo di ritrovo? Dove sono tutti questi membri della polizia locale? Chi li paga?». Poi la donna parla dell’importanza del ruolo della sicurezza privata dei locali.


«Quello che segue - sottolinea - è la descrizione nuda e cruda dei fatti. Una ragazzina 18enne, molestata davanti ai cancelli del locale, un ragazzo che cerca a parole di difendere la fidanzatina e la ragazza colpita con un pugno alla tempia. Il ragazzo accerchiato colpito da un violento pugno che lo fa cadere a terra,  4 o 5 persone che si accaniscono sul corpo a terra e lo lasciano privo di sensi, con la testa a penzoloni sul bordo della pista ciclabile,  perde sangue dalla bocca, orecchio e naso. Il fratello era convinto che  lo avevano ammazzato.  Eppure poche ore prima avevano festeggiato in un ristorante i 21 anni da poco compiuti. Minuti, ore interminabili: prognosi di 30 giorni. La sicurezza di un locale deve essere adeguata alla portata delle persone».

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