Il vandalo seriale risponde alle domande del giudice: «Collaboro con i Casalesi»

Giovedì 19 Agosto 2021 di Benedetta Lombo
La vetrata spaccata del bar Infinity

CIVITANOVA - «Sono un collaboratore del clan dei Casalesi, sono stati loro a ordinarmi queste azioni». L’albanese arrestato per il tentato furto al negozio di telefonia in piazza San Francesco di Sales si è giustificato così ieri davanti al giudice Andrea Belli e al pm Francesca D’Arienzo. Le azioni a cui ha fatto riferimento sono i due atti vandalici commessi due settimane fa ai danni del bar Infinity in viale Vittorio Emanuele (aveva spaccato la vetrina con un mattone) e della farmacia Angelini in pieno centro (aveva fatto una scritta sul muro e lasciato un biglietto minatorio, poi aveva tagliato la capote di una Mercedes 220D cabrio parcheggiata accanto alla farmacia pensando che fosse dell’ex presidente del consiglio comunale Daniele Maria Angelini, invece era di un amico) e l’ultima, il tentato furto al negozio Wind Tim.

 

La prossima settimana l’albanese 35enne ha una visita medica da uno psichiatra di Ancona. Il tentato colpo è stato messo a segno nella notte tra lunedì e martedì scorsi: alle 23 con un tubo di cartone aveva ruotato la telecamera esterna, alle 2.50 era tornato, aveva armeggiato sulla porta d’ingresso del negozio ed era andato via per poi tornare un’ora dopo con un grosso mattone con cui aveva sfondato la vetrata. Aveva infilato la mano per cercare di aprire la porta ma le urla di una persona lo avevano messo in fuga. Sul posto erano intervenuti polizia e carabinieri; i militari lo avevano trovato in una manciata di minuti a un centinaio di metri di distanza. Arrestato, ieri è stato condotto in Tribunale per la direttissima.

Difeso di fiducia dall’avvocato Francesca Sbriccoli, il 35enne ha detto di aver agito per conto del clan dei Casalesi. Il giudice Belli ha disposto la misura dei domiciliari rinviando l’udienza al prossimo 14 settembre. 

 

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