Il ristoratore cerca un aiuto cuoco e si dispera: «Trovare chi lavora è un’impresa. Avevo offerto 2mila euro al mese»

Giovedì 25 Novembre 2021 di Riccardo Antonelli
Il ristoratore cerca un aiuto cuoco e si dispera: «Trovare chi lavora è un impresa. Avevo offerto 2mila euro al mese»

CIVITANOVA  - Non è un problema nuovo quello della mancanza di personale nelle attività ricettive e del mondo della ristorazione in particolare e spesso se ne discute con superficialità rigirando la colpa agli imprenditori per stipendi troppo bassi o condizioni di lavoro inaccettabili. C’è anche chi se ne approfitta, è vero, ma quando non è così la situazione non sembra diversa. È il caso ad esempio di Marco Seri, chef e titolare dell’Osteria Conte de Vico a Civitanova Alta. 

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Seri ha passato l’intera stagione estiva alla ricerca di una persona da inserire nello staff di cucina e di una figura adatta per la sala. «Da maggio a settembre ho cercato un aiuto cuoco offrendo 2000 euro di stipendio – spiega –. Fortunatamente alla fine, dopo mesi di colloqui e di ricerche, ho trovato la persona giusta, ma è stato un calvario fino a fine settembre. Ad oggi però sono ancora alla ricerca di camerieri per i fine settimana e non riesco a trovare nessuno». Inserire persone nello staff significa investire nella propria attività, anche perché senza personale un ristorante con un certo numero di coperti non può proprio lavorare.

«Solo un pazzo non darebbe 2000 euro a una persona che poi te ne fa guadagnare 4-5 volte tanto – ammette il proprietario dell’osteria –. Infatti io quest’estate non avendo questa figura ho perso un sacco di soldi. Mandare via clienti per mancanza di personale è assurdo».

Tra i colloqui fatti in estate per la figura poi trovata in cucina e quelli fatti per la persona ancora mancante in sala, Marco Seri di proposte ne ha ricevute tante, ma alla fine i problemi sono sempre gli stessi. «Quando scrivi che cerchi un aiuto cuoco o un cameriere ti chiamano tutti, ma appena chiedi se hanno esperienza quasi nessuno ha mai lavorato veramente nella ristorazione – confessa Seri –. Pensano sia una cosa che si possa fare dall’oggi al domani senza un minimo di formazione. Per lavorare in una certa maniera servono figure professionali e ovviamente è giusto che vengano retribuite per questo. Ci sono persone che non vogliono magari perdere i sussidi di disoccupazione o il reddito di cittadinanza e quindi vogliono essere pagate in nero. Altre che invece non hanno voglia di lavorare i fine settimana o d’estate perché vogliono andare in vacanza. A sentire certe risposte a volte ti va via la voglia di fare questo lavoro». Per ovviare al problema spesso si ricorre all’aiuto di lavoratori occasionali, soluzione precaria, stressante e dannosa nel lungo periodo. 


La situazione «Ci sono sempre stati gli sfruttatori in questo settore, ma è altrettanto vero che ci sono tantissimi imprenditori seri che offrono contratti altrettanto seri – prosegue lo chef – inoltre non è il Covid che ha portato a questa situazione, ma sono problemi che c’erano anche prima. Ora fortunatamente il lavoro c’è e le opportunità di un certo tipo non mancano. Sono stato dipendente per 30 anni prima di diventare un titolare di attività, per cui so bene qual è il contesto. So che tanti altri colleghi sono nella mia stessa situazione, tutto ciò è preoccupante».

 

Ultimo aggiornamento: 26 Novembre, 08:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA