Chi riceve il reddito di cittadinanza si occuperà anche della cura del verde

Giovedì 26 Novembre 2020 di Emanuele Pagnanini
Chi riceve il reddito di cittadinanza si occuperà anche della cura del verde

CIVITANOVA - Utilizzare i percettori del reddito di cittadinanza per attività come la manutenzione del verde o l’archiviazione di documenti. È quanto ha predisposto il Comune attuando due “Puc”, progetti utili alla collettività. Si tratta di una nuova disposizione che regola la misura del reddito di cittadinanza. Per l’amministrazione, inoltre, nessuna spesa.

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Neanche per altri progetti di utilità sociale che si stanno vagliando, stavolta coinvolgendo associazioni del terzo settore. In questo caso, le spese sono coperte dai fondi ministeriali erogati all’Ambito territoriale sociale e che fanno parte dei finanziamenti relativi al Fondo povertà. Per chi beneficia del reddito di cittadinanza, l’adesione è volontaria. 

Due i progetti approvati dalla giunta: il primo nell’ambito culturale, come attività di archivio, e l’altro in ambito ambientale e precisamente nella manutenzione del verde e a supporto di attività finalizzate al rispetto dell’ambiente. Inoltre in fase di valutazione un successivo provvedimento per avviare progetti di utilità sociale in collaborazione con gli enti del terzo settore, come detto. «L’amministrazione comunale ha subito recepito questa nuova opportunità di sviluppare progetti di lavoro alla luce delle disposizioni ministeriali che regolano il reddito di cittadinanza – spiega il sindaco Fabrizio Ciarapica –; i progetti sono posti sotto la responsabilità dei dirigenti e responsabili di servizio, dell’Ats 14 e Centro per l’impiego a cui afferiscono le attività e sono misure temporanee».

Chi beneficia del reddito di cittadinanza dà la propria disponibilità, tra le altre cose, a «progetti a titolarità dei Comuni, utili alla collettività in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e a tutela dei beni comuni». Ogni beneficiario è tenuto ad un impegno che va da un minimo di 8 ore ad un massimo di 16 ore settimanali. «Ci auguriamo di poter incontrare le giuste richieste – conclude Ciarapica – a seguito dell’offerta del Comune. Si tratta di attività di restituzione sociale per coloro che ricevono il beneficio del reddito e rappresentano un’occasione di inclusione e di crescita sia per i beneficiari che per la collettività. Da una parte il settore pubblico sostiene economicamente le persone in difficoltà e dall’altra chi ha ancora la possibilità di realizzarsi in un impiego, ha una possibilità di impegnarsi a favore della comunità e di ricevere affiancamento formativo e quindi di cogliere un’opportunità di crescita».

 

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