Pugni, morsi e umiliazioni alla compagna. Medico finisce davanti al giudice per maltrattamenti in famiglia

Giovedì 21 Gennaio 2021 di Benedetta Lombo
Il Tribunale di Macerata dove si celebra il processo

CIVITANOVA - Pugni e morsi alla compagna, poi la umilia dopo che lei scopre chat erotiche con una donna cubana. Medico accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni. Ieri la donna si è costituita parte civile con l’avvocato Cinzia Molinaro del foro di Ancona, poi l’udienza è stata rinviata al prossimo 20 aprile. Le accuse contestate al professionista riguardano episodi avvenuti tra il 2006 e il 2019. 

 

 

Ad agosto del 2018 la compagna lo aveva denunciato, sembrava che il problema stesse rientrando, il medico aveva anche chiesto di poter patteggiare per le contestazioni che gli venivano mosse ma a fine settembre del 2019 l’ennesima aggressione nei confronti della compagna per la quale, poco dopo (a ottobre) era finito agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Ieri il suo legale Giuseppe Ferrari ha ottenuto un rinvio e l’udienza è slittata di tre mesi. I maltrattamenti, dunque, sarebbero iniziati nel 2006 e sarebbero andati avanti fino all’estate del 2018. 

In base a quanto raccontato dall’ormai ex compagna, il medico in più occasioni l’avrebbe picchiata sferrandole pugni in faccia e sulla schiena anche in presenza dei figli all’epoca minorenni. In una circostanza avrebbe cercato di strangolarla e ogni volta che lei gli chiedeva la separazione lui l’avrebbe aggredita con ferocia picchiando, in un’occasione, con un pugno al volto anche la figlia. Alla fine, come detto, la compagna decise di denunciarlo.

Si aprì un procedimento a suo carico che il medico cercò di chiudere velocemente proponendo, attraverso il proprio legale, un patteggiamento, si era detto anche intenzionato a donare la nuda proprietà di un immobile alla figlia. Ad agosto del 2019 l’avvocato formulò una richiesta di patteggiamento, la pena concordata era stata di un anno e sei mesi di reclusione con la sospensione condizionale, un quantum ritenuto congruo dal procuratore capo Giovanni Giorgio, ma prima che quel patteggiamento venisse formalizzato, ci fu un’altra violenta aggressione.

La compagna denunciò che il medico il 27 settembre del 2019 le strinse le mani intorno al collo, le diede un morso sull’avambraccio e le premette con forza le dita sugli occhi. Non solo. L’avrebbe minacciata di morte e poi umiliata dopo che lei aveva scoperto la relazione di lui con una donna cubana. La compagna, infatti, aveva trovato chat erotiche con una cubana le cui foto erano state salvate sul computer che usava il figlio minorenne. La donna avrebbe aggiunto che in un periodo in cui stava affrontando delle difficoltà lui l’avrebbe picchiata solo per non avergli cucinato. 

A seguito di queste ulteriori condotte il precedente gup Giovanni Manzoni rigettò la richiesta di patteggiamento disponendo la restituzione degli atti in procura per riunire i due procedimenti e ieri la vicenda è finita all’attenzione del gup Claudio Bonifazi che ha ammesso la costituzione di parte civile e ha rinviato al prossimo 20 aprile.
 

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