Convalidato l'arresto: il killer di Civitanova resta in carcere. Sabato sit in della comunità nigeriana

Convalidato l'arresto: il killer di Civitanova resta in carcere
Convalidato l'arresto: il killer di Civitanova resta in carcere
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Lunedì 1 Agosto 2022, 12:06 - Ultimo aggiornamento: 2 Agosto, 08:17

ANCONA - Rsta nel carceere di Montacuto Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, l'operaio di 32 anni che venerdì scorso ha pestato a morte l'ambulante nigeriano Alika Ogorchukwu in strada, a Civitanova.

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L'arresto è stato convalidato nell'udienza con il giudice per le indagini prelimari di Macerata Claudio Bonifazi, che si è tenuta nel carcere anconetano di Montacuto. Ferlazzo, ha «collaborato, ha chiesto scusa - riferisce la sua legale, l'avvocatessa Roberta Bizzarri - e ha chiarito che non c'è stata alcuna motivazione di tipo razziale».Ferlazzo ha spiegato al giudice che «a prescindere dal colore della pelle avrebbe comunque commesso quel gesto "bruttissimo"». «Anche la Procura concorda in questo - ha proseguito l'avvocatessa a proposito all'assenza di una motivazione di tipo razziale - e non ha contestato alcuna aggravante di questo tipo».  Sul fronte delle indagini, domani sarà svolta l'autopsia sulla salma Alika Ogorchukwu.

 

Sit in di protesta

Dopo la manifestazione spontanea di sabato, all'indomani della tragedia, la comunità nigeriana ha annunciato un nuovo sit in di potesta per sabato prossimo. Manifestazione a cui potrebbero aderire anche diversi partiti politici. L'omocidio, infatti, ha scatenato polemiche ed una lunghissima lista di reazioni da parte di esponenti politici nazionali. Ultimo della serie l'ex ministro degli Interni Marco Minniti, che in un'intervista a La Stampa ha dichiarato: «Siamo un Paese dominato dalla paura e dall'indifferenza. E chi governa, deve combattere questi due sentimenti, non cavalcarli. Civitanova non è un campanello d'allarme, è una sirena che suona a tutta potenza. Bisogna lavorare nel senso opposto alle paure, rafforzando le comunità, spingendo alla reciproca conoscenza, andando oltre le poche parole di un tweet».

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