​Incidente sugli sci a Madonna di Campiglio, l’appello del padre di Cristina: «Chiarezza sulla tragedia»

Incidente sugli sci a Madonna di Campiglio, l appello del padre di Cristina: «Chiarezza sulla tragedia»
​Incidente sugli sci a Madonna di Campiglio, l’appello del padre di Cristina: «Chiarezza sulla tragedia»
di Chiara Marinelli
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Venerdì 8 Dicembre 2023, 02:15 - Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre, 07:12

CIVITANOVA - «Sono tragedie che devono avere risposte: Cristina non tornerà più, ma almeno dobbiamo capire se qualcuno ha delle responsabilità, anche per evitare che possa accadere ancora». Sono le parole di Carlo Cesari, padre di Cristina, la 25enne civitanovese morta lo scorso febbraio del 2020 sulle piste da sci a Madonna di Campiglio. Nei giorni scorsi si è svolta a Trento l’udienza a carico di tre indagati rappresentanti la notissima struttura sciistica dove è morta Cristina Cesari.

Per tre volte la Procura di Trento aveva chiesto l’archiviazione del procedimento ritenendo si fosse trattato di una sfortunata evenienza in assenza di responsabilità.

Viceversa la famiglia Cesari, tutelata dagli avvocati Flavio Moccia del foro di Bolzano e Gabriele Cofanelli del foro di Macerata, avevano insistito sulla presunta colpevolezza degli indagati ritenendo che vi fossero tutti gli estremi per procedere penalmente e arrivare a un vaglio dibattimentale. Il Gip ha dato ragione ai familiari e indicato al Pm di formulare il capo di imputazione. «Ero presente in Tribunale a Trento – ha raccontato Carlo Cesari – il giudice è stato molto attento, un po’ ci credevo, ma fino ad un certo punto. È stata una soddisfazione. Non è accettabile che una persona va a sciare a Madonna di Campiglio e torna in una bara: si presuppone che in un posto del genere ci siano le adeguate precauzioni. Staremo a vedere quali saranno gli sviluppi della vicenda. Sono tragedie che devono avere delle risposte. Cristina non tornerà più, è vero, ma almeno bisogna capire se qualcuno poteva fare qualcosa che non ha fatto. Fino a che potrò andrò avanti per sapere la verità», ha concluso Carlo Cesari. Era il 13 febbraio 2020, la giovane civitanovese conosciutissima in città, aveva deciso di trascorrere con alcuni amici un breve periodo di vacanza a Madonna di Campiglio e quel giorno, percorrendo una tra le piste di maggiore difficoltà, era scivolata in un’altra pista più gradata definita “variante marchi” e senza una recinzione che potesse attenuare o addirittura impedire la caduta. L’impatto fu letale. La giovane civitanovese, grande appassionata di sci, aveva fatto un volo di circa dieci metri, atterrando sulla neve compatta. Un impatto violentissimo, che la aveva lasciata subito priva di sensi. Il Gip di Trento ha disposto l’imputazione coatta nei confronti dell’ingegnere Sergio Collini quale presidente del Cda della società Funivie Madonna di Campiglio, Francesco Bosco nella qualifica di direttore della stessa società fino al maggio 2020 e Mauro Maffei in qualità di responsabile della manutenzione dei tracciati sciistici della stessa società. 

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