Violenza sessuale sulla spiaggia di Civitanova Marche. Un giovane di 25 anni dal giudice

Sabato 20 Marzo 2021 di Benedetta Lombo
Il tribunale di Macerata

CIVITANOVA - Violenza sessuale in spiaggia, mercoledì l’udienza preliminare per un civitanovese di 25 anni. I fatti contestati al giovane risalgono all’11 agosto dello scorso anno. Il civitanovese quella sera era uscito con un gruppo di amici, poi in un locale aveva conosciuto due ragazze che avevano deciso di trascorrere il resto della serata con loro. Sul tardi (erano circa le 3), due coppie si erano appartate in spiaggia a poco meno di 20 metri di distanza e da questo momento le versioni divergono.

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La ragazza, di 19 anni, ha riferito che lui l’avrebbe prima strattonata facendola cadere, poi le aveva stretto il collo, con una mano le avrebbe chiuso la bocca e l’avrebbe palpeggiata sul seno e sulle parti intime. Lei avrebbe urlato e a quel punto il giovane l’avrebbe lasciata e sarebbe andato via raggiungendo gli amici. 


La 19enne e l’amica di un anno più piccola si sarebbero fermate davanti a un bar ed era stato il barista a chiamare carabinieri e 118. Dopo i fatti erano state sentite entrambe le ragazze, la 18enne avrebbe riferito di aver visto movimenti strani, non avrebbe parlato di urla, ma aveva visto l’amica agitata e in lacrime. A seguito della denuncia il giovane era finito per circa due mesi agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Interrogato, aveva negato le accuse dando la propria versione: quella notte erano andati nella spiaggia libera vicino al molo, si erano baciati, poi quando lui aveva provato ad andare avanti, lei aveva detto di no e tutto era finito lì.

Dopo poco erano andati via insieme e sul lungomare, prima di salutarsi, si erano scambiati i contatti Instagram. I primi di settembre le due ragazze furono sentite nuovamente e in quell’occasione, l’amica 18enne avrebbe detto che quella sera lei e il 25enne si erano salutati con due baci sulle guance e lui, con un gesto improvviso, l’aveva accarezzata nelle parti intime. Una dichiarazione che al giovane è costata un’ulteriore contestazione di violenza sessuale. Per questi fatti il 25enne è stato sottoposto ai domiciliari per circa due mesi, misura poi modificata nel divieto di allontanarsi dalle 20 alle 6 e nell’obbligo di firma. Mercoledì l’udienza davanti al gup Domenico Potetti, l’imputato, difeso dall’avvocato Alessia Pepi, respinge con forza gli addebiti.

 

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