Sesso in spiaggia vicino a un ristorante, coppia focosa condannata per atti osceni

Martedì 24 Novembre 2020 di Benedetta Lombo
Il Tribunale di Macerata dove si è tenuto il processo

MACERATA - Sesso in spiaggia, condannata una coppia. Sei mesi di reclusione ciascuno, per lui con la sospensione condizionale della pena, per lei no. Lo ha deciso ieri mattina il giudice Vittoria Lupi che ha condannato due civitanovesi, lei di 47 anni lui di 52, finiti sotto processo con l’accusa di atti osceni aggravati dal fatto che il reato era stato compiuto nelle vicinanze di un luogo abitualmente frequentato da minori.

 

A chiedere la condanna a sei mesi era stato lo stesso pubblico ministero Rocco Dragonetti al termine della requisitoria.

I fatti contestati risalgono a inizio estate di quattro anni fa quando i due, noncuranti della presenza di altre persone tra cui, poco distante, anche dei bambini, si erano lanciati in effusioni hard. Era il pomeriggio del 22 maggio del 2016, e in spiaggia, nell’ultimo tratto del lungomare Sud, vicino al porto, verso le ore 16 era stata vista una coppia in equivocabili atteggiamenti spinti a pochi metri da un ristorante. La donna, né giovane né anziana come il suo partner, era intenta a praticare sesso orale al compagno, ma in quel momento non erano soli. Diverse persone erano ancora all’interno del ristorante, mentre altre, approfittando della bella giornata di sole, avevano deciso di passeggiare in spiaggia o di sdraiarsi sui lettini. 

Alla coppia, però, la presenza di quel pubblico non aveva creato difficoltà, né si era posto il problema dell’eventuale presenza dei minori e i due avevano proseguito nella loro performance. Lo avevano fatto fino all’arrivo della polizia chiamata dal gestore del ristorante e a quel punto la coppia fu identificata e denunciata. La vicenda finì all’attenzione della procura e il sostituto procuratore Pietro Moscianese Santori contestò ai due civitanovesi il reato di atti osceni aggravati dalla possibile presenza di minori. 

Ieri in Tribunale è stato sentito l’allora gestore del ristorante che aveva chiamato la polizia, l’uomo ha confermato che in quel momento c’erano dei bambini che giocavano nel parco giochi del locale e tra i minori e la coppia c’era solo una siepe a dividerli. Il pm ha quindi insistito nella condanna degli imputati, mentre le difese hanno chiesto l’assoluzione o in subordine la derubricazione nel reato semplice, depenalizzato quattro anni fa. Il giudice ha condannato entrambi i civitanovesi.
 

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