Depositato il ricorso della società Eurobuilding sul maxi progetto di restyling del porto di Civitanova

Sabato 21 Maggio 2022 di Emanuele Pagnanini
Il maxi progetto

CIVITANOVA - L’Eurobuilding ha depositato un ricorso al Tar contro il Comune per il maxi progetto di riqualificazione. A renderlo noto è Stefano Massimiliano Ghio, avvocato, consigliere comunale e candidato nella lista RiformiAmo Civitanova a sostegno di Silvia Squadroni. La notifica del ricorso è arrivata a Palazzo Sforza. 
Non una sorpresa, in quanto la battaglia legale sul mega progetto riguardante il porto era già stata annunciata dal team di Umberto Antonelli.

 

Una possibilità contenuta nelle controdeduzioni al parere contrario dell’ufficio tecnico comunale. Ora i legali dell’azienda sono passati alle vie di fatto. Al momento non c’è una richiesta di risarcimento danno. Con il ricorso, si chiede l’annullamento della delibera del consiglio comunale numero 10 del 3 marzo scorso con cui è stata bocciata la richiesta di concessione di spazi demaniali portuali per 90 anni. Richiesta che l’aula, con voto segreto (proprio per evitare richieste di danni personali ai consiglieri) ha definito «irricevibile», «antitetica agli interessi della collettività civitanovese» e «in antitesi con le normative vigenti e con la programmazione urbanistica del Comune».

La delibera, in sostanza, è stata impugnata poiché il consiglio comunale non sarebbe organo competente in questa procedura. Secondo i legali della Eurobuilding, e secondo quanto più volte espresso da Umberto Antonelli e dallo staff dei tecnici incaricati, il Comune avrebbe dovuto pubblicare il progetto all’albo. Poi la valutazione su questo tipo di proposte spetta ad una Conferenza dei servizi (Ministero delle Infrastrutture, Regione, Demanio), secondo quanto prevede la legge Burlando. La giunta ha invece prima chiesto un parere legale sul quale è fondato il parere dell’ufficio tecnico che, però, ha chiesto al consiglio comunale «di far proprie le conclusioni».

«Per ora il ricorso non è contro il diniego alla concessione, dunque nel merito della decisione del Comune – spiega Ghio – ma contro la delibera del consiglio comunale. I ricorrenti sostengono che l’organo non c’entri nulla. Riguardo un danno che la società avrebbe dovuto sopportare, c’è una riserva per un’azione futura. In ogni caso, come avevamo previsto, la questione porto non è affatto chiusa».

 

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