D'Alessandri lancia l'allarme: «Via vai di Tir vicino al nuovo hub vaccinale. Non va bene, pericoli per i pedoni»

Sabato 30 Ottobre 2021 di Emanuele Pagnanini
L'attuale centro vaccinale

CIVITANOVA - Scaduto il contratto di affitto degli attuali locali, è in corso il trasloco del centro vaccinale dallo spazio di via Silvio Pellico al magazzino dell’Atac nella zona industriale. Da martedì prossimo, 2 novembre, i vaccini saranno somministrati in via Gobetti 80, all’interno del centro spedizionieri, in quello che una volta era il magazzino delle Farmacie comunali.

 

Al nuovo centro vaccinale (che opererà in sostituzione di quello precedente) si potrà accedere, con prenotazione, tutte le mattine (orario 8-14) dal lunedì al sabato, ad eccezione del venerdì quando la struttura sarà aperta dalle 14 alle 20. Unica eccezione, venerdì 5 novembre, con il centro aperto dalle 8 alle 14. Il sabato dalle 8 alle ore 12.30 è consentito l’accesso anche ai non prenotati. 


Il personale dell’Asur territoriale sta provvedendo ad informare le persone già in possesso della prenotazione di recarsi presso il nuovo polo. Proprio per favorire il trasloco, oggi dalle 15 alle 19.30, sarà presente l’Unità mobile dell’Asur per le vaccinazioni in largo Donatori di Sangue, nelle vicinanze della Capitaneria di Porto. Non è necessaria la prenotazione, si potrà usufruire della somministrazione della prima, della seconda e della terza dose. Il trasferimento, però, preoccupa non poco gli spedizionieri, secondo cui la convivenza del centro vaccinale con le attività è, se non impossibile, molto pericolosa. L’ex magazzino si trova in uno dei quattro moduli dell’interporto, in ognuno dei quali ci sono 3/4 aziende di logistica, trasporti o corrieri nazionali. Ad esprimere la preoccupazione è Daniel D’Alessandri della Rhenus Trasporti.

«Siamo una quindicina di aziende che operano nel centro spedizionieri – spiega –. Per prima cosa, vogliamo sottolineare che non sapevamo nulla dell’arrivo di una struttura sanitaria, abbiamo avuto l’informazione per caso. Riteniamo che la presenza del centro vaccinale non sia compatibile con le nostre attività. In primis per ragioni di sicurezza. Ho visto diversi centri vaccinali in giro per l’Italia e sono caratterizzati da gazebo, transenne, ambulanze, spazi pedonali per le code. Una situazione che non può essere realizzata in un interporto. Qui lo spazio serve a Tir e furgoncini in operazioni di carico e scarico, e in manovra. Solo con la Rhenus, in un normale venerdì operano 15 bilici. Come possono fare manovra tra pedoni che entrano e escono dal centro vaccinale?». 


«Parliamo poi di spazi condominiali dove non possono essere messe transenne - conclude Daniel D’Alessandri -. Chi si prenderebbe la responsabilità in caso di incidente tra un pedone e un camion? Se con le terze dosi si dovesse tornare a centinaia di vaccinazioni al giorno? Infine, non ci sono spazi per il parcheggio di auto, insufficienti anche per il personale del centro vaccinale».

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