È la prima nata da mamma positiva nelle Marche. La piccola Eva ha compiuto un anno

Giovedì 18 Marzo 2021 di Chiara Marinelli
Claudia Orciani dopo il parto

CIVITANOVA - Ha festeggiato il suo primo anno di vita Eva, la prima piccola a nascere da una mamma positiva al Covid-19 nelle Marche. Nei giorni del lockdown, dopo i morti, dopo l’ansia legata a questo virus di cui, all’epoca, si sapeva ancora poco, quel fiocco rosa ha portato un po’ di luce tra il buio dei reparti dell’ospedale. Un anno è passato da quel giorno che, tra tanta incertezza sul futuro e tante paure, ha fatto nascere, nonostante tutto, un sorriso tra i medici del reparto di Ostetricia dell’ospedale di Civitanova. 

 

 
«Quel parto ha rappresentato, all’epoca, ma anche oggi, un segnale di speranza, di ottimismo», ha commentato il dottor Filiberto Di Prospero, primario del reparto di Ostetrica e di Ginecologia dell’ospedale di Civitanova Alta ricordando la nascita della piccola Eva. La mamma, Claudia Orciani, di Ancona, era arrivata al pronto soccorso dopo aver scoperto, nei primi giorni di marzo dello scorso anno, di essere positiva al Covid-19. Il 13 marzo la donna, già mamma di una bambina, viene portata via con l’ambulanza. Eva è nata pochi giorni dopo, il 17 marzo, alla trentasettesima settimana, con parto indotto. «In quel periodo sapevamo ben poco di questo virus, quello che si sapeva proveniva dalla letteratura scientifica dalla Cina – ha continuato il dottor Filiberto Di Prospero –. Le esperienze delle quali eravamo venuti a conoscenza facevano riferimento nella maggior parte dei casi a parti cesarei su donne positive e malate di Covid. Noi abbiamo invertito la rotta, dimostrando che, invece, era possibile affrontare un parto spontaneo, anche per donne con i sintomi del Covid. È stato un segnale forte, un cambiamento di rotta che si è dimostrato praticabile. Ricordo bene il grande coraggio di Claudia e di tutte le altre donne come lei. L’isolamento, ricordo, era il disagio che più di ogni altra cosa cercavamo di alleviare in queste donne che hanno dato dimostrazione di grande forza, anche in una situazione così difficile. Una delle nostre preoccupazioni era fare in modo che non si sentissero sole. Le donne sono forti. La nascita della piccola Eva, ancora oggi, è la testimonianza che, anche in questo periodo di terza ondata, non dobbiamo sentirci vinti, ma insieme possiamo farcela. Quel parto resta un segnale forte, anche ora, nel presente». Ricorda la nascita di Eva anche la dottoressa Enrica Fabbrizi, responsabile del reparto di Pediatria. Perché, come ha sottolineato anche il dottor Di Prospero, per la nascita di Eva hanno “lavorato” in collaborazione e sinergia tanti medici, tanti operatori. «Ricordo la paura e la solitudine delle mamme, il desiderio di stringere il proprio bambino ma anche il timore di farlo – ha raccontato la dottoressa Fabbrizi –. Con il tempo le cose sono migliorate e siamo riusciti a fugare i dubbi di queste mamme. Erano i primi bambini che nascevano da mamme positive al Covid-19, per noi era una cosa nuova, anche noi avevamo i nostri timori». 
«Andando avanti le cose sono cambiate, abbiamo capito che il contagio tra mamme e bambino poteva avvenire come avviene normalmente. E che l’allattamento al seno era, come sempre, consigliato, perché in grado di fornire anticorpi ai bambini. Abbiamo avuto due casi di bambini positivi al Covid-19, nati da madre positive. Eva – ha detto la dottoressa Fabbrizi, tornando a ricordare della piccola nata un anno fa – ha rappresentato una prima volta anche per noi. C’è stata una mobilitazione da parte di tutti quanti, eravamo di fronte a qualcosa di nuovo, che non conoscevamo».

 

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