Ha l'auto piena di medicinali cinesi non autorizzati ma spacciati sul web come "anti Covid": denunciato

Ha l'auto piena di medicinali cinesi non autorizzati ma spacciati sul web come "anti Covid": denunciato
Ha l'auto piena di medicinali cinesi non autorizzati ma spacciati sul web come "anti Covid": denunciato
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Lunedì 3 Gennaio 2022, 13:50 - Ultimo aggiornamento: 17:43

CIVITANOVA - Aveva l'auto piena di medicinali spacciati come anti Covid: denunciato dalla Finanza di Civitanova un cittadino cinese. Durante un controllo, infatti, sono saltate fuori 3.600 medicinali, con scritte soltanto in cinese, che sul web sono pubblicizzate come cura per il Covid, ma che non hanno alcuna autorizzazione per l'utilizzo in Italia.

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I Finanzieri della Compagnia di Civitanova Marche hanno sottoposto a controllo un autoveicolo, insospettiti dagli strani movimenti posti in essere dal conducente, nel centro della città costiera. Dall’approfondito controllo esperito sull’autovettura, i militari hanno potuto constatare la presenza di numerose confezioni contenenti prodotti medicinali recanti esclusivamente scritte in lingua cinese. Da una più approfondita disamina, è emerso che il conducente, un cittadino di nazionalità cinese stava trasportando, per la successiva commercializzazione e distribuzione nel territorio dello Stato, medicinali pubblicizzati sul web quale rimedio e cura all’infezione da COVID-19, ma privi di qualsivoglia autorizzazione per l’immissione al consumo da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco, in ossequio alle disposizioni di cui all’articolo 6 del D. L. 219 del 200. In tale contesto, il conducente non è stato in grado di esibire alcun tipo di documentazione a corredo della merce trasportata - anche in relazione all’acquisto della medesima - ed è stato pertanto segnalato alla Procura della Repubblica di Macerata per i reati di ricettazione, previsto dall’art. 648 del Codice Penale e di distribuzione ed importazione di medicinali non autorizzati, contemplato dall’articolo 147, comma 2, del Decreto Legislativo 219 del 2006. I prodotti medicali sono stati conseguentemente sottoposti a sequestro probatorio, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. 

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