Covid hospital, si parte subito con 28 posti letto. Piano per il personale: ecco come sarà organizzato

Venerdì 23 Ottobre 2020 di Luca Patrassi
Covid hospital, si parte subito con 28 posti letto. Piano per il personale: ecco come sarà organizzato

MACERATA - « In piena emergenza siamo saliti su di un treno in corsa, il piano pandemico è quello che abbiamo trovato e lo stiamo applicando pur con tutte le difficoltà legate al fatto che, per fare un solo esempio, le Marche sono al terzultimo posto in Italia nel rapporto tra numero di abitanti e posti letto di rianimazione».

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A parlare è Filippo Saltamartini, già senatore, già sindaco di Cingoli ed ora assessore regionale alla Sanità dopo essere stato il primo degli eletti in provincia di Macerata per la Lega, provincia al top regionale di percentuale di consenso per il partito di Salvini. 

Allora Saltamartini, quando e come si apre il Covid hospital di Civitanova? «Stiamo lavorando ora per ora, l’apertura è prevista per sabato (domani, ndr.) con due moduli da 14 posti letto ciascuno, uno di terapia semintensiva ed uno di intensiva. Questo per lasciare “pulito”, Covid free, l’ospedale di Macerata. Il modulo di terapia semiintensiva sarà sostenuto dai medici dell’Area Vasta 3, quello di terapia intensiva dai medici dell’Asur regionale, ogni Area Vasta parteciperà pro-quota». Quanto alla vicenda Covid hospital - che pure aveva registrato una spaccatura interna alla giunta comunale di Civitanova Marche, il sindaco Fabrizio Ciarapica a favore, contrario l’attuale consigliere regionale di Fdi ed ex assessore Pierpaolo Borroni - c’è un intervento dell’ex assessore regionale alla Protezione Civile Angelo Sciapichetti.

«Nei giorni drammatici del mese di aprile, non ho quasi mai risposto agli attacchi dei tanti “benaltristi” - scrive l’ex assessore sui social -; ho solo ripetuto che il tempo sarebbe stato galantuomo. Infatti con un accanimento senza precedenti, ci hanno offeso, deriso, umiliato in tutti i modi e con tutti i mezzi e alla fine ci hanno pure denunciato; confesso però che quello che mi ha fatto più male è stato il cosiddetto “fuoco amico”. Di fronte al riesplodere della pandemia, oggi ci si rende conto, per forza o per amore che in guerra (piaccia o no, questa è una guerra!) non c’è tempo per le concertazioni, le riunioni, le consultazioni che sono normali invece in tempo di pace; in emergenza chi ha la responsabilità di prendere delle decisioni, deve farlo in fretta agendo secondo scienza e coscienza per il bene di tutti, anche di coloro che provano a ostacolare in vario modo le decisioni prese. Cosi con il riacutizzarsi dell’emergenza, la giunta regionale, giustamente, non poteva far altro che l’unica cosa possibile per il bene dei malati di altre patologie e di tutti i cittadini marchigiani: aprire il covid hospital di Civitanova Marche. Adesso non mi aspetto le scuse di nessuno ma almeno il silenzio di quanti hanno criticato nei mesi scorsi senza fare un minimo sforzo di approfondimento. So bene che nessuno sarà disposto a ricredersi neanche in parte, perché coloro che ci hanno “crocifisso” mai vorranno fare lo sforzo di contestualizzare o valutare effettivamente fino in fondo i pro e i contro di un’operazione fatta sul campo di battaglia». 

«Mi sono sempre augurato - continua Sciapichetti - che mai potesse servire (ricordate il discorso della ruota di scorta?) ma di fronte al numero dei contagi di questi giorni, sono ancora più convinto di aver contribuito a fare la scelta giusta per la comunità marchigiana. Adesso - rileva ancora l’esponente democrat maceratese - potete pure ricominciare ad insultarmi, e a spiegarmi ancora una volta “i se, i ma e i perché” dell’operazione. Abbiamo già risposto ufficialmente con documenti alla mano in tutte le sedi opportune nei mesi scorsi smontando tutte le critiche, le obiezioni, le illazioni che sono state fatte. Volevo solo dire che il momento è troppo delicato, ma il tempo è galantuomo...».

 

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