Cerca di sgozzare l'amico e si butta nel lago: assolto. Era incapace di intendere e di volere ma non è pericoloso

Mercoledì 21 Ottobre 2020 di Benedetta Lombo
Cingoli, cerca di sgozzare l'amico e si butta nel lago: assolto. Era incapace di intendere e di volere ma non è pericoloso

CINGOLI - Sotto effetto di un mix di droghe aveva accoltellato l’amico e aveva tentato di tagliargli la gola. Francesco F., oggi 20enne di Falconara, accusato di tentato omicidio, è stato assolto.

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Secondo lo psichiatra che ha svolto su di lui una perizia, all’epoca dei fatti era incapace di intendere e di volere ma non è socialmente pericoloso.
 
La vicenda è quella avvenuta il 15 dicembre dello scorso anno a Cingoli dove il giovane aveva preso una stanza in un B&b insieme ad un amico per trascorrere una serata di relax. In quella camera, però, il giovane assunse una dose massiccia di droga, mischiando l’Lsd con l’hashish. Gli effetti di quel mix furono micidiali: il 19enne inseguì scalzo l’amico fino al ristorante del B&b, lì prese un coltello da cucina e lo colpì all’altezza dello sterno (per questa ferita ha riportato 10 giorni di prognosi, ndr). Il giovane venne bloccato e disarmato dai titolari del locale e da alcuni dipendenti che erano lì a cenare al termine del lavoro. Il giovane sembrò essersi calmato, ma quando l’amico si avvicinò per appurare le sue condizioni, reagì prendendo un coltello e con quello tentò di tagliargli la gola. Fu disarmato una seconda volta ma non bloccato. Il giovane infatti scappò in strada e si buttò sull’asfalto mentre passava un’auto che solo per miracolo (il secondo quella notte, ndr) lo toccò ma senza investirlo. Rialzatosi da terra il 19enne si diresse verso il lago Castreccioni e si gettò nelle gelide acque dopo un volo di 20 metri. Riuscì miracolosamente a tornare in superficie e ad aggrapparsi a un pilone dove fu poi recuperato da due carabinieri liberi dal servizio.
La vicenda finì all’attenzione del gup Giovanni Manzoni. Il legale del ragazzo, l’avvocato Roberto Tiberi del foro di Ancona, chiese di procedere con rito abbreviato condizionato alla produzione di una consulenza tecnica di parte eseguita sul ragazzo, il giudice accolse la richiesta di rito abbreviato ma dispose una propria perizia per accertare la capacità di intendere e di volere del ragazzo al momento del fatto e la sua pericolosità sociale. L’incarico fu affidato allo psichiatra Gianni Giuli che ha concluso la sua perizia dichiarando che il giovane era incapace di intendere e di volere al momento del fatto ma che non è socialmente pericoloso. Ieri, dunque, sulla base della perizia il pm Margherita Brunelli ha chiesto l’assoluzione dell’imputato, richiesta accolta dal giudice dell’udienza preliminare.

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