La bimba caduta nel pozzo sta bene, i carabinieri presentano un rapporto in Procura

Le operazioni di salvataggio della bambina caduta nel pozzo
Le operazioni di salvataggio della bambina caduta nel pozzo
di Giulia Sancricca
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Giovedì 21 Luglio 2022, 04:55

CINGOLI - Sta bene ed è ricoverata all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona la piccola di sette anni residente ad Arcevia che martedì scorso è caduta in un pozzo mentre correva dietro al suo gattino, nella casa dei nonni a Troviggiano di Cingoli, in contrada Poccioni.

Dopo essere stata trasportata in eliambulanza all’ospedale regionale di Torrette ad Ancona, i medici hanno deciso per il trasferimento al Salesi, dove al momento viene tenuta sotto osservazione per precauzione e per curare le escoriazioni riportate a seguito della caduta che l’ha vista precipitare per sette metri, prima di finire nell’acqua. Anche i timori iniziali legati al principio di ipotermia che le era stato riscontrato sono stati fugati. 

Sul fronte delle indagini, invece, i carabinieri della stazione di Cingoli, che martedì sono intervenuti sul luogo dell’incidente, hanno effettuato gli accertamenti e inviato una informativa alla Procura con la ricostruzione di quanto accaduto. Al momento, però, non sarebbe ravvisabile alcuna ipotesi di reato: gli inquirenti hanno, infatti, accertato che il padre si trovava con la bambina prima che la piccola iniziasse a correre dietro al gattino. Erano circa le 12.30 quando è scattato l’allarme.

La bambina stava rientrando in casa con il padre per il pranzo, quando improvvisamente il gattino che portava in braccio le è sfuggito e lei gli è corsa dietro. Nel recuperarlo è salita su alcune assi di legno che servivano a coprire l’apertura del pozzo, ma queste hanno ceduto e la bambina è precipitata giù. Ad attutire la caduta è stata l’acqua in fondo al pozzo, profonda più di due metri, dove la bambina è riuscita a restare a galla fino a che i genitori non le hanno calato giù una corda, alla quale si è aggrappata.

È stato poi il caporeparto dei vigili del fuoco di Macerata Aleandro Scuffia a calarsi nel pozzo, seguendo le tecniche Saf (Speleo alpino fluviale), l’ha imbracata e riportata a terra, affidandola alle cure dei sanitari. Una emozione indescrivibile per tutto il reparto dei vigili del fuoco tanto che il comandante provinciale Mauro Caprarelli ha rivolto le sue congratulazioni a Scuffia. «Lui è l’artefice principale dell’intervento - dice -, ma il plauso va anche a tutto il personale intervenuto per aver dimostrato tempestività e professionalità. Qualità che solo con grande spirito di altruismo, dedizione e determinazione al soccorso e spirito di squadra consentono di raggiungere i risultati voluti. Ho dato disposizione al mio vicecomandante, Mirko Mattiacci, di predisporre una nota di elogio a Scuffia e al personale intervenuto che firmerò al mio rientro dalle ferie».
 

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