Violenza sessuale, elettricista assolto: era finito ai domiciliari per 40 giorni

Violenza sessuale, elettricista assolto, era finito ai domiciliari per 40 giorni
Violenza sessuale, elettricista assolto, era finito ai domiciliari per 40 giorni
di Benedetta Lombo
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Martedì 29 Novembre 2022, 07:22

CASTELRAIMONDO  - Accusato di violenza sessuale da una studentessa straniera 17enne, era finito anche ai domiciliari per circa 40 giorni, ieri la sentenza: la Procura chiede 4 anni, i giudici del collegio lo assolvono “perché il fatto non costituisce reato”. Per un elettricista 28enne ieri è finito un incubo.

La difesa: «Il rapporto era consenziente, la ragazza si era contraddetta più volte, la sua versione non aveva trovato riscontri neppure nell’esame ginecologico. Dopo tre anni e mezzo finalmente è stata riconosciuta l’estraneità del nostro assistito alle accuse che gli erano state mosse. Adesso aspettiamo di leggere le motivazioni», che saranno depositate tra 90 giorni. 

La vicenda risale a tre anni fa
 

La vicenda risale all’estate di tre anni fa. Era il 9 luglio del 2019 quando due coppie erano andate in macchina a Castelraimondo nella zona del “Pipistrello”. L’auto era dell’imputato, all’epoca 25enne, e con lui c’erano un suo amico che in quel periodo frequentava una giovane straniera e una studentessa anche lei straniera di 17 anni. A un certo punto la coppia di amici si era allontanata di qualche metro e in auto erano rimasti l’elettricista e la 17enne. Dopo un po’ la ragazzina si era allontanata e aveva raggiunto delle amiche alle quali aveva raccontato di essere stata violentata. Fu poi accompagnata dai carabinieri ai quali sporse denuncia. Il pomeriggio successivo fu portata in ospedale e sottoposta a un controllo ginecologico. Al giovane nel frattempo fu sequestrato il cellulare, in chat a un amico aveva scritto: «Me la sono sco…» e poi «Non è che me ritrovo in galera?». Finì agli arresti domiciliari per circa 40 giorni poi sotto processo per violenza sessuale e lesioni, ieri il pm Rosanna Buccini ha chiesto 4 anni di reclusione e il risarcimento alla giovane, parte civile con l’avvocato Fabio Maria Galiani di Roma. I difensori, Mauro Riccioni e Bruno Mandrelli, hanno evidenziato le contraddizioni nei racconti della 17enne «quella notte – hanno sottolineato - aveva lasciato il finestrino dell’auto aperto, aveva detto di essersi accordata con l’amica che se ci fosse stato qualche problema avrebbe gridato la parola “ape” e non l’ha fatto. Ha detto di essere stata trattenuta e di essersi difesa con calci e pugni ma non aveva segni né ecchimosi e dall’esame ginecologico fatto il pomeriggio del giorno successivo non erano emersi segni di violenza». Il rapporto, per la difesa, è stato consenziente. I giudici del collegio hanno assolto il 28enne.

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