Tentò di uccidere la ex al Sottocorte. Emerge una nuova accusa: stalking anche dal carcere

Giovedì 2 Dicembre 2021 di Benedetta Lombo
Tentò di uccidere la ex al Sottocorte. Emerge una nuova accusa: stalking anche dal carcere

CAMERINO  - Cartoline, lettere e telegrammi alla ex dal carcere sei mesi dopo aver tentato di ammazzarla. Processo ter per Luca Vincenzo Di Luca, il 58enne di Montesilvano di origine venezuelana è accusato di stalking.

 


Per lo stesso reato ma commesso in epoca precedente sempre nei confronti della ex compagna, conosciuta ai tempi dell’università, è già stato condannato in primo e secondo grado a tre anni e otto mesi (il procedimento è pendente in Cassazione), mentre lo scorso settembre all’uomo è stata inflitta una pena di otto anni di reclusione per il tentato omicidio della ex (a pena espiata dovrà permanere un anno in una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) e il procedimento è pendente in Appello. Il tentato omicidio era avvenuto il 7 maggio del 2019, Di Luca partì da Montesilvano e raggiunse il negozio della ex al Sottocorte Village di Camerino armato di coltello. Lei riuscì a chiudersi in bagno e lui, in un impeto d’ira, conficcò la lama del coltello nella porta, urlando alla ex che l’avrebbe ammazzata. Fu arrestato dai carabinieri e portato in carcere a Montacuto. 


Da lì avrebbe continuato a perseguitare la ex inviandole tra novembre e dicembre di quello stesso anno lettere, telegrammi e una cartolina. In quest’ultima, raffigurante Numana, aveva scritto: «Ti penso sempre, mi manchi, mi piacerebbe se mi venissi a trovare». Stessi contenuti anche in una lunga lettera tutta scritta in stampatello: «Sono sicuro che mi ami anche tu. Sei l’unica di cui sono stato geloso». E poi ancora: «Ti scrivo per dirti che sto male senza te, ti sogno sempre, ti voglio sposare».


Spostato di recente da Montacuto al carcere di Ascoli, il 58enne fu sottoposto a perizia dallo psichiatra Gianni Giuli che concluse rilevando una capacità di intendere e di volere al momento del tentato omicidio grandemente scemata a causa di un’anomalia psichica, per lo psichiatra però, il 58enne era capace di partecipare coscientemente al processo, pur essendo persona socialmente pericolosa con una pericolosità sociale che può essere affrontata con l’inserimento in una struttura di cura ad alta sicurezza. Ieri il suo legale, l’avvocato Federica Squadrini, ha chiesto di procedere con rito abbreviato e il gup Claudio Bonifazi ha rinviato l’udienza all’8 febbraio. La vittima è parte civile con l’avvocato Luca Belardinelli.

 

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