«Mantenere gli aiuti all’area del sisma». Acquaroli chiede un sostegno a Draghi

Martedì 25 Gennaio 2022 di Giuseppe Porzi
Proroga della sospensione dei mutui: il governatore Acquaroli chiede un azione a Draghi

CAMERINO  - La proroga della sospensione dei mutui per i cittadini privati per la prima casa o l’attività economica inagibile a causa del sisma, il rimborso dell’eccedenza di Iva detraibile dagli interventi di ricostruzione degli immobili danneggiati, il differimento della corresponsione dei ratei di mutuo da parte dei Comuni del cratere sismico; e ancora: il credito di imposta concernente gli investimenti delle imprese nelle aree colpite, la continuità operativa agli Uffici speciali per la ricostruzione e ai Comuni garantendo stabilità al personale che vi lavora e l’adeguamento dei prezzi delle materie prime.

 
Sono queste le richieste formulate dal presidente della Regione Francesco Acquaroli, in una lettera inviata ieri al presidente del Consiglio, Mario Draghi, e ai ministri Giancarlo Giorgetti (Sviluppo Economico), Daniele Franco (Economia e Finanze), Mariastella Gelmini (Affari regionali e Autonomie) e Mara Carfagna (Coesione territoriale), «Sono trascorsi oltre cinque anni dalle scosse che hanno devastato una vasta porzione del nostro territorio e danneggiato decine di migliaia di cittadini, enti locali, imprese», – scrive Acquaroli che a tutto ciò aggiunge le difficoltà legate all’emergenza pandemica. « A testimoniare il perdurare delle difficoltà – spiega – vi è proprio la recente proroga sia dello stato di emergenza che della gestione straordinaria della ricostruzione fino al 31 dicembre 2022, inserita nella Legge di Bilancio, a cui tuttavia non sono state legate le proroghe di alcune misure economiche fondamentali per la concreta ricostruzione e delle comunità».


Acquaroli definisce «quanto mai urgente ampliare l’accesso al Fondo di solidarietà dei mutui per l’acquisto della prima casa (che prevede la sospensione delle rate), ai proprietari di immobili inagibili prevedendo la sospensione del finanziamento fino al termine dello stato di inagibilità della propria abitazione o dell’immobile destinato ad attività economiche, commerciali e produttive. Emendamento che risulta essere stato inserito nel decreto Sostegni Ter, in discussione, e di cui si auspica l’approvazione».

La lettera prosegue illustrando tecnicamente le misure richieste come «un concreto sostegno delle attività produttive danneggiate dal sisma con la possibilità di chiedere il rimborso dell’eccedenza di Iva detraibile, risultante dalla dichiarazione annuale, limitatamente all’imposta relativa agli interventi di riparazione e ricostruzione di immobili danneggiati da eventi calamitosi per i quali siano erogati contributi pubblici». Inoltre, «la possibilità di chiedere il rimborso anche per periodi inferiori all’anno, l’autorizzazione al Commissario straordinario di anticipare l’Iva sulle fatture dei tecnici e delle imprese esecutrici o su quelle dei fornitori». L’esigenza viene spiegata con l’intento «di sollevare le imprese dall’esposizione finanziaria».


Altra richiesta la «proroga per almeno un triennio del differimento della corresponsione dei ratei di mutuo da parte dei Comuni inseriti nel cratere sismico»; inoltre, assicurare ai Comuni continuità nel servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, «con una autorizzazione in capo al Commissario per la ricostruzione che consenta, anche per il 2022, di far fronte agli oneri di compensazione per sopperire alle minori entrate per la Tari». Altra proroga, «il credito di imposta sugli investimenti nelle aree colpite dal sisma quantomeno al 31 dicembre 2022».

L’elenco delle richieste prosegue con l’adeguamento dei prezzi delle materie prime, «il cui aumento ha inciso sul rallentamento dei lavori di ricostruzione e sulla possibilità delle imprese di eseguire i lavori già affidati, ma anche di partecipare all’affidamento di ulteriori lavori». In tal senso sii chiede l’emanazione «quanto prima del decreto del ministero delle Infrastrutture estendendo la compensazione delle lavorazioni eseguite e contabilizzate quantomeno al 31 dicembre 2021 o anche oltre». Infine, «occorre garantire continuità operativa agli Uffici speciali per la ricostruzione e ai Comuni garantendo stabilità al personale che vi lavora» prorogando al 31 dicembre 2023 «l’applicazione della stabilizzazione prevedendo l’utilizzo delle somme già stanziate e non utilizzate con il primo processo di stabilizzazione».

 

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