Le feste tristi degli sfollati nelle Sae: «Qui soltanto la solitudine e il silenzio, peggio dei giorni del sisma»

Le casette Sae nel cratere sismico
Le casette Sae nel cratere sismico
di Monia Orazi
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Martedì 6 Aprile 2021, 03:10


CAMERINO - Pasqua in una doppia zona rossa per i residenti nelle soluzioni abitative d’emergenza dei paesi più colpiti dal cratere sismico. Soli e lasciati a loro stessi nel silenzio delle Sae tanti anziani hanno trascorso questi giorni di festività completamente da soli, isolati per paura dei contagi da coronavirus. Spiega Mauro Falcucci sindaco di Castelsantangelo sul Nera.

«Questa è stata una Pasqua più drammatica delle altre, nelle Sae con un silenzio assordante tra i nostri anziani c’è tanto timore e tanta attenzione, ma anche tanta solitudine perché nessuno come negli anni precedenti è venuto a trovarli. Sono lontani dei loro affetti più cari, dai figli e dai nipoti. La nostra unica speranza sono i vaccini, qui nelle Sae abbiamo dei persone fragili e anche la situazione logistica per la vicinanza tra abitazioni, pone problemi di distanziamento che si riflettono anche sui nuclei familiari perché qualora si verificasse un positivo sarebbe difficile mantenere l’isolamento all’interno della stessa abitazione». 

Aggiunge il primo cittadino: «Non vogliamo privilegi rispetto agli altri, ma la condizione di prossimità vale per tutte le soluzioni abitative di emergenza, inoltre ci sono anziani fragili per questo chiederemo di accelerare con le vaccinazioni. Tutti stanno molto attenti ma se la Regione riesce a darci una mano, si potrebbero vaccinare tutti in tempi brevi. Questa poi è stata la prima Pasqua senza il nostro parroco, don Nello Tranzocchi si prodigava per noi era sempre presente, ne sentiamo ancora di più la mancanza». 

Nella vicina Visso il Comune è stato chiuso per un contagio da Coronavirus tra i dipendenti e la mattinata di oggi sarà dedicata ad uno screening di massa, per circoscrivere eventuali focolai.

«Non si è visto nessuno in giro solo pochissime persone - spiega il vicesindaco Patrizia Serfaustini -. Paragonando questa Pasqua a quella degli anni precedenti la pandemia, possiamo dire che è stata il nulla. Il Covid ha un impatto ancora più forte del terremoto, oltre all’isolamento sociale di tante persone che seguono le regole, all’impatto negativo sulle attività economiche locali, ci sono notevoli problemi per le imprese che si stanno occupando della ricostruzione e subiscono un rallentamento nei lavori. Uno dei problemi è il fatto che i ristoranti sono chiusi e non si sa dove mandare a mangiare gli operai. Siamo preoccupati perché poi la situazione delle Sae non facilita il distanziamento tra le persone, quindi probabilmente chiederemo di vaccinare i residenti nelle soluzioni abitative di emergenza». 

Piazza vuota e gente chiusa nelle Sae anche a Valfornace, come spiega il sindaco Massimo Citracca: «Siamo stati tutti molto attenti, nessuno è andato a visitare i posti belli che ci sono qui intorno, ho notato grande sensibilità nei cittadini che sono stati tutti molto attenti. In altre zone, centri commerciali si è notato un grande via vai, noi abbiamo riscoperto la famiglia come l’anno scorso. Intanto stiamo cercando di andare avanti con i lavori post terremoto, che sono un segno di speranza e rinascita. A fine maggio dovrebbe essere terminata la prima opera pubblica cioè la messa in sicurezza del primo tratto di fiume dentro il borgo di Pievebovigliana».

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