Retromarcia sulla sorte del carcere di Camerino, il ministero assicura: «Non sarà soppresso»

Venerdì 11 Giugno 2021 di Monia Orazi
L'ingresso del carcere di Camerino prima che fosse reso inagibile dal sisma

CAMERINO - Dietrofront sul carcere di Camerino, non sarà soppresso. Ieri mattina si è svolto un colloquio telefonico tra sindaco di Camerino Sandro Sborgia e Massimo Parisi, direttore del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che è stato l’autore della nota che ha messo in allarme tutta la città ducale, perché paventava la soppressione del carcere di Camerino rimasto inagibile dopo il sisma 2016, ancora non ricostruito in quanto si trova in un convento quattrocentesco che presentano numerose criticità di ripristino. 

 

Oltre a questo si è svolto sempre nella mattinata di ieri, un incontro nel palazzo di giustizia di Macerata, tra il sindaco Sborgia, la presidente dell’Ordine degli avvocati Maria Cristina Ottavianoni, il sostituto Enrico Rastelli capo facente funzioni della procura della Repubblica di Macerata, che hanno concordato sulla necessità di mantenere il presidio carcerario di Camerino. «Nel corso della telefonata il dottor Parisi ha voluto precisare che non intendeva comunicare la soppressione del carcere - spiega il sindaco Sandro Sborgia -, ma segnalare soltanto che la struttura precedentemente sita in un convento del Quattrocento, non ha i canoni per ospitare la popolazione carceraria per problematiche strutturali, relative alla necessità di adeguamento sismico. La questione presenta anche problematiche di ordine normativo, relative all’adeguamento alle esigenze specifiche della funzione carceraria. Parisi integrerà con una nota la situazione attuale che non permette di ripristinare il vecchio carcere».

Il primo cittadino camerinese ha poi riferito del positivo incontro avuto sia con Maria Cristina Ottavianoni, che con Claudio Rastelli. «Abbiamo concordato che il mantenimento della struttura carceraria di Camerino ha un’importanza fondamentale - ha spiegato -, sia per esigenze interne al funzionamento della giustizia, sia per ragioni di ordine economico e sociale relativo al circondario di riferimento. Inoltre, nella nota inviata dall’amministrazione penitenziaria riguardo al carcere, relativa al 2018 era stata ipotizzata la costruzione del nuovo carcere da 100 posti nell’area già individuata a Morro. A tal proposito era in corso un’interlocuzione tra Comune e ministero della Giustizia, dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per dare seguito alle pratiche amministrative, necessarie per la realizzazione della struttura, un aspetto su cui c’è l’accordo dell’ufficio di gabinetto del ministro della Giustizia». 

Sborgia quindi ha riconfermato la piena volontà di tutta la comunità camerte di riavere il carcere, anzi di porre in essere tutti gli atti necessari a vedere concretamente ricostruita la struttura: «È il momento di accelerare tutte le pratiche amministrative per la ricostruzione del carcere, c’è anche il sostanziale accordo del commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini. Nei prossimi giorni partirà una nota congiunta al dipartimento amministrazione penitenziaria, firmata sia dal sindaco Sborgia che dal presidente del Tribunale di Macerata, dal procuratore capo facente funzione, dalla presidente dell’Ordine degli avvocati a sostegno della ricostruzione del carcere a Camerino, per la sua fondamentale ruolo a supporto e per garantire il funzionamento della giustizia».
 

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