Anziano trovato morto con una ferita d'arma da fuoco. L'autopsia svela le cause della morte

Venerdì 7 Maggio 2021 di Benedetta Lombo
I carabinieri

CAMERINO - Dall’autopsia conferme all’ipotesi del suicidio. È stato eseguito ieri pomeriggio l’esame autoptico sul cadavere del 79enne di Camerino trovato senza vita nel tardo pomeriggio di lunedì nella sua abitazione in contrada Torrone. L’uomo si sarebbe ucciso rivolgendo contro se stesso un fucile calibro 28 a pallini (regolarmente detenuto).

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Gli inquirenti, dopo aver raccolto alcune testimonianze e aver effettuato rilievi e accertamenti mirati nell’abitazione, avevano ritenuto come ipotesi più accreditata quella del suicidio. L’anziano infatti in passato aveva avuto problemi di depressione, in casa non sono stati trovati segni di effrazione o segni compatibili con una colluttazione, né sul corpo il medico legale aveva trovato segni di violenza. Tutto dunque, era compatibile con l’ipotesi del suicidio, tranne un particolare: l’arma usata dall’anziano è stata ritrovata in un ripostiglio, mentre il corpo senza vita del 79enne era nella stanza accanto riverso sul letto.

Un particolare che ha portato la Procura, per scrupolo investigativo, a disporre l’autopsia per chiarire cause e orario della morte. Ieri dunque il medico legale Ilaria De Vitis ha effettuato l’accertamento irripetibile (iniziato verso le 15 e concluso alle 20) da cui sarebbe emerso che i pallini esplosi all’altezza del fianco sinistro non hanno raggiunto organi vitali e l’anziano sarebbe morto dopo circa due ore di agonia a seguito di un collasso del polmone. Il 79enne, quindi avrebbe fatto in tempo a raggiungere la camera da letto che si trova a circa cinque metri dalla stanza-ripostiglio dove aveva esploso il colpo e lì sarebbe morto dopo due ore di agonia. La professionista dovrà eseguire nei prossimi giorni ulteriori accertamenti di laboratorio. Lunedì scorso a scoprire la tragedia e a dare l’allarme era stata la nipote dell’anziano. Sul posto intervennero i carabinieri di Camerino guidati dal capitano Roberto Nicola Cara e il 118.

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