Camerino, strada ancora chiusa dopo l’alluvione di due mesi fa. Famiglie e attività lanciano un appello

Camerino, quella strada chiusa dopo l alluvione. Famiglie e attività lanciano un appello
Camerino, quella strada chiusa dopo l’alluvione. Famiglie e attività lanciano un appello
di Monia Orazi
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Mercoledì 9 Novembre 2022, 04:25

CAMERINO È ancora chiusa a due mesi di distanza dall’alluvione, che ha devastato a metà settembre la zona di Camerino ed in particolare l’area adiacente al fiume Palente nella zona di Canepina, la strada di Rocca d’Aiello, che dalla provinciale Muccese conduce all’omonimo castello.  

Ci sono grandi difficoltà per la locanda che si trova nella zona, per l’accesso al castello ed alle abitazioni private. Chi vive o ha la propria attività nella zona sconta il disagio della chiusura della strada. Per loro il comune ha individuato un tracciato alternativo ma si riscontrano grossi problemi di percorrenza, in quanto la carreggiata si presenta ripida e stretta, con il fondo stradale scavato, tanto che spesso le normali utilitarie toccano la sede stradale con la parte sottostante del motore, durante la percorrenza. Sono agevolate le auto fuoristrada dal fondo alto. Per l’intero mese di ottobre la locanda che si trova nella zona non ha potuto portare avanti la propria attività. I residenti chiedono che si possa intervenire al più presto e riaprire la strada, ma non sarà semplice perché l’alluvione ha danneggiato il ponte lungo la strada. 

Numerosi danni



Di fatto sono numerosi i danni che l’alluvione ha causato nella zona. Intanto il comune ha iniziato i lavori di asfaltatura e pulizia della strada di Cignanello, che resterà chiusa per qualche giorno. Resta chiusa al transito veicolare, eccetto che per i residenti la strada Caselle Ponte della Cerasa, il cui fondo stradale è stato gravemente compromesso dall’alluvione. Ammonta a circa dieci milioni di euro, il livello complessivo dei danni dell’alluvione che ha devastato la zona, causando dissesti in numerose zone del territorio. L’area più colpita è propria quella di Canepina dove l’esondazione del fiume Palente ha causato l’allagamento di diverse abitazioni e del mulino, con danni per migliaia di euro ai privati. Per questo l’amministrazione comunale si è attivata per chiedere l’inclusione nella zona interessata dallo stato di emergenza, in modo da agevolare l’arrivo dei contributi necessari a ripristinare lo stato dei luoghi. I danni riportati sono ingenti e ci vorranno mesi per cancellare i danni del maltempo.

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