Carabinieri sul pulpito dopo la messa per insegnare come difendersi dai truffatori

Martedì 27 Luglio 2021 di Benedetta Lombo
I carabinieri in chiesa dopo la messa

APPIGNANO - A fine messa i carabinieri salgono sull’altare per mettere in guardia i fedeli da truffatori e malviventi. È accaduto domenica quando i comandanti delle Stazioni di Appignano, Cingoli, Montefano e Treia, al termine della celebrazione delle messe, sono saliti sull’altare per spiegare a tutti i presenti cosa fare per evitare di cadere nella rete dei truffatori. 

 

In particolare i militari hanno spiegato le tecniche più diffuse usate dai malviventi per raggirare gli anziani, in questi ultimi tempi, infatti, oltre agli escamotage per così dire tradizionali, come quello di presentarsi sotto le mentite spoglie di operatori dell’Enel, impiegati dei Servizi idrici o di altri enti pubblici, i truffatori si presentano anche come operatori sanitari motivando la loro presenza con presunti controlli e accertamenti legati all’emergenza Covid-19. I falsi operatori, una volta entrati in casa delle vittime, riescono a portare via denaro e oggetti in oro o approfittando di un momento di distrazione degli anziani o convincendoli a consegnare loro del denaro. Al termine dell’intervento dei comandanti sono stati distribuiti dei volantini stampati dai carabinieri della Compagnia di Macerata in cui sono illustrate le modalità di prevenzione delle truffe. I fedeli hanno apprezzato l’iniziativa ideata nell’ambito della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza del 16 luglio scorso e presieduta dal prefetto Flavio Ferdani. 

Gli incontri nelle chiese sono stati resi possibili grazie alla disponibilità delle forze dell’ordine e dei vescovi delle diocesi di Macerata, Camerino e Fermo. «Il risultato atteso – aveva sottolineato in quell’occasione il prefetto – è quello di rendere gli anziani sempre più informati contro truffe e raggiri e nel contempo aumentare la consapevolezza del fenomeno; è fondamentale la prevenzione che va però accompagnata dalla creazione di una rete di vicinanza agli anziani e alle persone che vivono situazioni di fragilità promuovendo momenti di dialogo e socializzazione».
 

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