Accusato di abusi sessuali su due bimbe, un 69enne condannato a 10 anni dal Gup

Giovedì 22 Ottobre 2020 di Benedetta Lombo
Il tribunale di Macerata

MACERATA - Accusato di aver abusato per anni di due nipotine. Zio condannato a 10 anni di reclusione. La sentenza, nei confronti di un 69enne maceratese, è arrivata nella tarda mattinata di ieri al termine del processo per violenza sessuale aggravata discusso in abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Macerata, Domenico Potetti. 

 
Era stato lo stesso pubblico ministero Vincenzo Carusi a chiedere, al termine della requisitoria in cui ha ricostruito tutti i fatti che hanno portato alla pesante contestazione, che l’imputato venisse condannato a quella pena. Quando sarebbero avvenuti i presunti abusi l’uomo era il compagno della zia delle minori e proprio per via di questo rapporto di fiducia instaurato nel corso degli anni i genitori di entrambe le piccole spesso gli avevano affidato le bimbe. I primi fatti contestati risalgono a 13 anni fa (2007), quando entrambe le nipoti erano delle bambine e una di loro non aveva ancora compiuto i sei anni. Con lo zio, le nipotine acquisite, avevano fatto piccole gite, erano andati al mare, erano stati a casa insieme quando i genitori erano impegnati con il lavoro. Secondo la ricostruzione accusatoria – il fascicolo è del sostituto procuratore Stefania Ciccioli – le violenze a sfondo sessuale sarebbero state compiute anche quando l’uomo era a casa della compagna (infatti, nonostante il rapporto fosse di lunga data, l’imputato e l’allora compagna vivevano ognuno a casa propria, ndr), dove approfittando dell’assenza temporanea della donna o di altre persone avrebbe costretto la piccola a subire atti sessuali e a compierli. Gli abusi sarebbero andati avanti fino al 2016. 
L’anno successivo, poco prima di Natale, le ragazzine, diventate nel frattempo adolescenti, avevano raccontato episodi da incubo. La prima a parlare era stata la più grande, poi anche l’altra ragazzina decise di raccontare gli abusi. Pochi mesi dopo le minori insieme ai genitori denunciarono i fatti ai carabinieri, a luglio del 2019 le minori furono sentite dal gip Claudio Bonifazi con la formula dell’incidente probatorio. Ieri la discussione in abbreviato dal gup. L’imputato è difeso dagli avvocati Olindo Donisi e Fabrizio Giustozzi, le ragazzine (la più grande nel frattempo è diventata maggiorenne) e i genitori sono parte civile con gli avvocati Alessandro Marcolini e Simona Nasso. 
«Resto meravigliato della sentenza- ha commentato l’avvocato Dionisi –, attendo di leggere le motivazioni ma sicuramente presenterò appello. Dagli atti non emergeva la prova piena della responsabilità dell’imputato, la prova si baserebbe sulle dichiarazioni delle ragazzine fatte a distanza di anni da quando sarebbero avvenuti i fatti».

 

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