Donne e angeli bianchi augurano Buon Natale: Silvia Fiorentino propone ad Ancona la sua idea di dono

Donne e angeli bianchi augurano Buon Natale: Silvia Fiorentino propone ad Ancona la sua idea di dono
Donne e angeli bianchi augurano Buon Natale: Silvia Fiorentino propone ad Ancona la sua idea di dono
di Lucilla Nicolini
3 Minuti di Lettura
Martedì 28 Novembre 2023, 19:07

Arte nella Galleria Dorica di Ancona. Pur illuminata da un magnifico pavimento in mosaico, che Emilio Ambron realizzò negli anni 50, a immagine delle rappresentazioni marine affiorate dagli scavi dell'anfiteatro romano, è una location assai poco votata all'arte. L'ha riscoperta, per ambientarci la sua mostra natalizia, Silvia Fiorentino, pittrice, scultrice e poetessa milanese, "naturalizzata" anconetana. Le tre vetrine che si aprono su uno dei quattro angoli della croce greca della pianta, da un mese, e fino al 31 dicembre, espongono la luce, la leggerezza e la grazia delle creazioni dell'artista. Angeli bianchi e animaletti pensosi, tra mille carte dipinte, scatole e portagioie in cui il colore della terra rivela all'improvviso bagliori di oro antico.

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I significati simbolici

"Il Dono" s'intitola questa mostra-mercato. «L'iniziativa della Fiorentino parte da un'analisi commentava all'inaugurazione la curatrice, Federica Lazzarini - del vero senso del dono, che troppo spesso diamo per scontato, assillati dai giorni festivi, perlopiù frenetici. Se ci fermiamo un attimo, scopriamo i mille significati simbolici che la parola "dono" ha avuto nella nostra società. Il dono, infatti, ha una lunga storia, fin dagli esordi della società, da quando agli ospiti si riservavano gli oggetti di più alto valore».

Ma c'è dell'altro, come ama precisare la stessa Fiorentino: «Dono è la creazione femminile di un essere, a cui si dà la vita. E il gesto dell'artista, che dona nuova vita alla materia. Eppure, la dimensione dell'arte ha finito per essere, a forza, inclusa nel sistema economico, per cui si fa fatica a lasciare libera quella zona di gratuità indispensabile per valorizzare il dono».

Le vedute

Alle pareti del locale, fino a pochi mesi fa pieno di indumenti di lana pregiata, si allineano le vedute idealizzate dell'Ancona più affascinante. Facciate di chiese e archi, che ispirano da sempre l'immaginario dell'artista, si stagliano tra vampate di colore e volti umani, Madonne e sacri Bambini, creando «una zona franca di luce e di speranza». Come, tradizionalmente, è quella del Natale, i cui simboli decorano i biglietti augurali in pastosa carta a mano. Opere d'arte in miniatura, doni essi stessi, in aggiunta ai regali cui si accompagnano.

Le teste muliebri

E poi, tra le collane di scaglie marezzate di ceramica, e i pannelli di tela grezza, su cui la Fiorentino ricama figure di donna e cuce drappi di stoffa, s'innalzano visi astratti, teste muliebri che si lasciano attraversare dall'aria e dallo sguardo. Femminile, nel senso della sensibilità alla cura e del sorriso gratuito, è ogni oggetto di questa mostra, in cui ritroviamo anche le sculture parietali, alcune delle quali avevamo ammirato nella recente mostra alle Piccole Cisterne Romane di Fermo. Nastri bianchi che attraversano forme organiche, sculture dipinte con pigmenti rari suggeriscono la vita, che fluisce nella Natura: sono "architetture emozionali", ricche di simboli, riferimenti archetipici e racconti poetici. Ognuna di queste opere è un dono unico, irriproducibile, la negazione della compulsiva ripetitività dei regali in serie.

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