NAVI MIGRANTI

Migranti, oltre 140 in poche ore. Nave di Medici senza frontiere arriva a Taranto: è la prima ong ad attraccare in Italia dopo il decreto

Migranti, oltre 140 in poche ore. Nave di Medici senza frontiere arriva a Taranto: è la prima ong ad attraccare in Italia dopo il decreto
Migranti, oltre 140 in poche ore. Nave di Medici senza frontiere arriva a Taranto: è la prima ong ad attraccare in Italia dopo il decreto

La sottosegretaria all'Interno Ferro: «Vogliamo disincentivare le partenze e quindi il rischio morti in mare»

«Il decreto Ong rispetta il diritto internazionale e ha l'obiettivo di contribuire ad evitare le partenze e quindi il rischio di morti in mare. L'attività delle Ong nel Mediterraneo, che consiste nell'intercetto e nel recupero sistematico e non occasionale di migranti in partenza dalle coste africane, incoraggia le traversate, favorendo l'immigrazione clandestina e il business degli scafisti». È quanto afferma il sottosegretario all'Interno Wanda Ferro. «Per questo l'Italia - aggiunge Ferro - pone delle regole molto chiare: se le navi salvano delle persone da un naufragio devono subito portarle al sicuro, nel porto indicato dalle autorità italiane tenendo conto anche della capacità di accoglienza dei territori, non possono tenerle a bordo continuando a fare salvataggi e trasbordi finché non si raggiunge la massima capienza, comportandosi a tutti gli effetti da taxi del mare a supporto dell'immigrazione illegale. Sulla rotta proveniente dalla Tripolitania, su cui si concentra l'attività delle navi, oltre un terzo degli immigrati viene traghettato dalle Ong». «L'effetto incentivante delle partenze è evidente - conclude Ferro - poiché i dati mostrano un numero maggiore di arrivi in concomitanza della presenza di navi Ong nel Mediterraneo, mentre le traversate si riducono quando le navi non sono presenti. Il decreto punta a  garantire sempre l'incolumità delle persone prese a bordo, assicurando allo stesso tempo la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica».

Perché la nave Geo Barents non rischia il sequestro

Quando il 'decreto sulle Ong' è entrato in vigore i migranti soccorsi nel Mediterraneo dalla Geo Barents erano già sulla nave, quindi la disposizione di legge, entrata in vigore alla mezzanotte ed un minuto del 3 gennaio scorso, non poteva essere violata semplicemente perché non esisteva ancora. Ruota attorno a questo primo ragionamento interpretativo la valutazione degli investigatori, tuttora in fase di approfondimento, che il comandante della Geo Barents non abbia violato il decreto sulle Ong e che la nave non debba essere sottoposta a sanzioni amministrative. Secondo le informazioni fornite da Medici senza frontiere, il primo soccorso risale alle ore 23.00 circa del primo gennaio; il trasbordo dei profughi dal mercantile che li aveva soccorsi è invece avvenuto alle 2.00 circa del 2 gennaio. La Geo Barents è tuttora ancorata nel porto di Taranto in attesa del via libera per ripartire che potrebbe arrivare quando si concluderanno gli accertamenti di polizia giudiziaria in corso.

Geo Barents: al momento non risultano violazioni del nuovo decreto

Dai primi accertamenti finora compiuti sull'attività di soccorso compiuta dalla nave Geo Barents non sarebbero emerse violazioni del 'decreto sulle Ong', anche se sono in corso ulteriori approfondimenti. Lo si apprende a Taranto da fonti investigative. In particolare, sono in corso accertamenti sul comandante della nave giunta stamane nel porto di Taranto e dalla quale sono sbarcati gli 85 migranti soccorsi negli ultimi giorni nel Mediterraneo.

Gli accertamenti sono a cura della sezione di pg della Guardia Costiera e della Questura di Taranto. L'ipotesi, al momento remota di una sanzione, sarebbe di competenza del prefetto.

Dove sono le navi Ong ora

La Ocean Viking, ripartita da Ravenna, è al momento l'unica nave di una Ong in mare, diretta in queste ore nel Mediterraneo centrale in zona Sar, che raggiungerà presumibilmente il 6 gennaio. La Geo Barents di Medici Senza Frontiere è al porto di Taranto da questa mattina mentre le navi delle altre ong restano al momento in altri porti di Italia e Spagna. Restano la Rise Above di Mission Lifeline ad Augusta e la Life Support di Emergency a Livorno. La Humanity 1 di Sos Humanity, la Louise Michel dell'omonima ong, la Open Arms, la Astral e la Sea Eye 4 di Sea Eye sono ai porti delle coste iberiche.

Il centro migranti di Lampedusa scoppia

Sono 1.390 i migranti all'interno dell'hotspot di Lampedusa che potrebbe invece ospitare al massimo 390 persone. Per oggi la Prefettura di Agrigento ha disposto il trasferimento con i traghetti di linea, della mattina e della sera, per Porto Empedocle, rispettivamente di 110 e 80 persone. La situazione è di nuovo drammatica. 

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Lampedusa: in poche ore 140 persone sbarcate sull'isola

C'è stato il quarto sbarco a Lampedusa. Un barchino con 35 persone a bordo è stato intercettato nelle acque antistanti l'isola dagli uomini della Guardia di finanza. Anche loro come 108 arrivati nelle scorse ore sono stati condotti nell'hotspot di contrada Imbriacola, dove ci sono circa 1.300 ospiti a fronte di una capienza di 350 posti.

Navi migranti - Su pescherecci e barchini continuano a sbarcare migranti in Sicilia. La nave Geo Barents intanto è arrivata a Taranto ed è la prima imbarcazione di una Ong, Medici senza frontiere, ad aver operato un salvataggio dopo l'approvazione del decreto che stabilisce un nuovo codice di condotta sulle attività di salvataggio in mare da parte di queste ultime. La premier Meloni anche ieri è stata netta: «È finita l'Italia che si accanisce con chi rispetta le regole e fa finta di non vedere chi le viola sistematicamente». Il diritto internazionale - ha commentato la presidente del Consiglio - «non prevede che ci sia qualcuno che può fare il traghetto nel Mediterraneo o in qualsiasi altro mare e fare la spola per trasferire gente da una nazione all'altra». Nel caso di violazione delle norme introdotte dal provvedimento, sono previste multe fino a 50mila euro, oltre al sequestro o anche la confisca in caso di reiterazione. Tra le «condizioni» dettate dal decreto c'è quella di «avviare tempestivamente iniziative volte a informare le persone prese a bordo della possibilità di richiedere la protezione internazionale e, in caso di interesse, a raccogliere i dati rilevanti da mettere a disposizione delle autorità»: un modo per poter indirizzare la domanda di ospitalità direttamente al Paese di cui la nave batte bandiera.

«Un ragazzo ci ha raccontato di aver visto con i propri occhi persone essere uccise davanti a lui perché non avevano abbastanza soldi per pagare il viaggio», ha detto Fulvia Conte, responsabile dei soccorsi a bordo della Geo Barents, sottolineando che «questa è la realtà di quello che avviene in Libia, di quello che avviene nel Mediterraneo centrale in cui ogni momento è importante tra la vita e la morte».

Non ci sono solo rotte del Mediterraneo. Un aumento esponenziale degli ingressi di migranti alla sola frontiera di Trieste, dai 1.194 degli ultimi tre mesi del 2021 ai 5.690 dello stesso periodo relativo al 2022, secondo i dati diffusi dal Prefetto di Trieste.

I numeri comprendono i rintracci di immigrati entrati illegalmente in Italia e coloro che si sono presentati spontaneamente alle forze dell'ordine una volta entrati nel territorio nazionale.

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